Kathryn Weir
Prenderà ufficialmente l’incarico il prossimo gennaio, Kathryn Weir, la nuova direttrice del Museo MADRE di Napoli, che sostituirà Andrea Viliani
Di origini australiane, Kathryn Weir, classe 1967, ha un curriculum maturato alla Galleria nazionale di Canberra e, in seguito, come direttrice del dipartimento di sviluppo culturale del Centre Pompidou di Parigi.
Weir assumerà il ruolo che Andrea Viliani ricopriva dal 2013. La nuova direttrice è stata selezionata da una commissione composta dallo stesso Viliani e da Laura Valente (Presidente del MADRE), da Gabriella Belli, direttrice dei Musei Civici di Venezia, dal direttore del MANN di Napoli Paolo Giulierini, e dal docente e saggista Pierluigi Sacco.
Kathryn Weir sarà la prima donna a dirigere il museo napoletano e il suo incarico avrà durata triennale.
Imprenditrice di successo, collezionista d’arte e mente visionaria dietro il progetto Archivorum, Mia Rigo rappresenta oggi una fonte di ispirazione…
Il documento che sancì la nascita di Apple approda in asta come una reliquia del mito tecnologico americano. Lo firmarono…
Fino al 15 febbraio 2026 Triennale Milano presenta Ettore Sottsass. Mise en scène, che ripercorre la vita del grande intellettuale,…
Abbiamo documentato la grande manifestazione svoltasi a New York domenica scorsa, a seguito dell’uccisione di Renee Nicole Good da parte…
La sede di Farsettiarte a Cortina ospiterà Casa Italia, la casa degli atleti olimpionici che si apre al pubblico attraverso…
120mila biglietti, un solo vincitore e un’opera da museo: la lotteria internazionale che mette in palio un’opera autentica di Pablo…
Visualizza commenti
Come mai non una napoletana? All’estero avrebbero dato un ruolo del genere ad una persona del posto per preservare l’identità locale, mentre da noi non c’è niente da fare c’è questo esterofilismo che non ha senso mentre i nostri cervelli sono costretti ad emigrare all’estero e per un posto del genere in un altro paese dovranno veder passarsi avanti gente anche meno qualificata di loro ma solo perché sono autoctoni.