Categorie: Musei

M HKA: il museo di arte contemporanea di Anversa è a rischio chiusura

di - 8 Gennaio 2026

Situata a Nord di Bruxelles, la città di Anversa costituisce, senza dubbio, il cuore storico e creativo delle Fiandre. È  proprio qui che, ormai da qualche mese, si è accesa una delle più accese controversie sul destino delle istituzioni culturali europee degli ultimi anni. Fulcro della vicenda è la possibile dismissione del Museum van Hedendaagse Kunst Antwerpen – M HKA, fondato nel 1985 e riconosciuto come il museo di arte contemporanea più “antico” del Belgio.

Il ruolo culturale del M HKA e la sua possibile dismissione

Si tratta di un’istituzione la cui importanza nell’ecosistema culturale delle Fiandre difficilmente può essere sottovalutata: il M HKA ha messo insieme, nel corso di quasi quattro decenni, una collezione di oltre 8mila opere, fungendo così da fulcro per la scena contemporanea belga e internazionale. La sua raccolta comprende nomi di grande rilievo come Marina Abramović, Anish Kapoor e Kerry James Marshall, e la sua funzione — non solo espositiva ma curatoriale, archivistica e di stimolo critico — lo ha reso un riferimento per la cultura visuale europea. Proprio per questo, la notizia della sua possibile chiusura ha sollevato numerosissime critiche da parte di artisti, direttori museali e della stessa comunità belga.

Caroline Gennez, ministra della cultura delle Fiandre, avrebbe infatti deciso di cancellare i piani per un nuovo edificio di 80 milioni di euro e di smantellare il museo come istituzione autonoma per trasferire l’intera collezione allo SMAK – Stedelijk Museum voor Actuele Kunst di Gand. Questa proposta è stata interpretata da molti come un vero e proprio trasloco istituzionale, che rischia di svuotare il significato stesso di museo: secondo critici e artisti, infatti, si tratterebbe di una ridefinizione arbitraria del ruolo dello spazio museale, con un impatto profondo sulla coerenza dell’ecosistema culturale fiammingo.

M hka, installation view

Le critiche alla proposta: voci locali e non solo

La disputa non è solo una questione locale: figure di rilievo come Luc Tuymans e Anish Kapoor hanno espresso il proprio dissenso, sottolineando che trasferire opere legate storicamente e concettualmente al M HKA comprometterebbe il senso stesso delle collezioni. Kapoor ha dichiarato di non poter accettare che suoi lavori possano essere estratti dal contesto per cui sono stati acquisiti e integrati in un altro museo.

Il nodo giuridico è altrettanto centrale: una recente analisi legale, supportata anche da Museum at Risk, parla apertamente di violazioni dei principi di buona governance e dei diritti morali degli artisti, richiamando l’attenzione sul fatto che gran parte delle opere della collezione è stata donata o vincolata legalmente al M HKA stesso. Le critiche evidenziano come la procedura adottata, che ha portato dalla cancellazione del nuovo progetto alla proposta di trasferimento senza un’effettiva consultazione del settore, contravvenga ai principi di trasparenza e partecipazione previsti dalle moderne pratiche di policy culturale.

M hka, rendering

La contrarietà alla decisione non si limita alle voci individuali: oltre 40 direttori di musei internazionali — dai vertici del Centre Pompidou alla Tate Modern fino al Rijksmuseum — hanno firmato una lettera aperta in cui avvertono che lo smantellamento di un museo come M HKA costituirebbe una perdita irreparabile per il panorama culturale europeo, creando un controverso precedente sulla gestione museale dell’arte contemporanea.

Dal punto di vista istituzionale, la proposta della ministra Gennez rientra in un più ampio piano di riorganizzazione dei musei fiamminghi per concentrare le risorse su pochi “musei faro” per ciascun ambito, storico, moderno e contemporaneo. Secondo i sostenitori della riforma, questa centralizzazione porterebbe a risparmi operativi e a una maggiore capacità di attrarre pubblico. Ma gli oppositori sostengono che i presunti risparmi sono altamente discutibili e potrebbero non realizzarsi, come evidenziato da analisi della financial inspectorate che descrivono l’effetto delle misure come frammentario.

Le proteste proseguono con assemblee, prese di parola pubbliche e richieste formali di sospendere il piano, aprire un dibattito parlamentare e ripensare la riforma alla luce di una reale consultazione con la comunità artistica.

M hka, installation view

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