M+ di Hong Kong
Se i rapporti tra Stati Uniti e Cina rimangono sempre piuttosto tesi, nonostante l’apertura di un possibile accordo commerciale ventilata dal neopresidente Donald Trump, due istituzioni culturali di primo piano dei rispettivi Paesi si sono impegnate in un piano di collaborazioni: il MoMA – Museum of Modern Art di New York e l’M+ Museum di Hong Kong hanno siglato un’intesa che potrebbe presto tradursi nella condivisione di mostre, ricerche e risorse. Si tratta della prima collaborazione di questo tipo del MoMA con una grande istituzione con sede in Asia. Sei le aree di lavoro, tra cui la ricerca curatoriale, la conservazione della opere e i prestiti, la formazione del personale e la cooperazione per futuri progetti espositivi.
La partnership è stata annunciata in occasione di una cerimonia svoltasi mercoledì al MoMA, alla presenza dei funzionari che supervisionano l’M+ e la West Kowloon Arts District Authority – WCKDA, l’ente governativo che gestisce il museo progettato dagli archistar Herzog & de Meuron e Farrells. Suhanya Raffel, direttrice del museo M+, e Glenn D. Lowry, direttore uscente del MoMA, hanno siglato l’accordo, che fa parte di un piano più ampio sviluppato dal WKCDA per ampliare la sua rete di partner internazionali, che ha ormai coinvolto più di 20 musei in tutto il mondo. Lo scorso marzo, durante un summit culturale tenutosi a Hong Kong per promuovere gli investimenti della città nelle arti, la WKCDA ha rivelato di aver firmato vari accordi con istituzioni internazionali, tra cui il Centre Pompidou e la Tate Modern.
«Siamo entusiasti di intraprendere questa partnership, che non solo approfondirà la comprensione reciproca e rafforzerà il nostro scambio, ma preparerà anche il terreno per la collaborazione su questioni curatoriali, sviluppo delle collezioni, ricerca espositiva e operazioni museali», ha dichiarato Suhanya Raffel.
L’M+ ha aperto al pubblico nel 2021, ospita una ricca collezione di arte contemporanea cinese donata dall’importante collezionista svizzero Uli Sigg e l’accordo appena siglato gli offrirà il know-how di una istituzione museale come il MoMA che ha ormai 96 anni e ha visto circa 2,7 milioni di visitatori solo nel 2023. Il museo statunitense potrà invece contare su una testa di ponte più stabile a Hong Kong, un centro finanziario paragonabile a Londra e New York ma che non può ancora contare su un panorama museale altrettanto esteso.
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