Categorie: Musei

Museu de l’Art Prohibit, a Barcellona chiude il primo museo dell’arte censurata

di - 10 Luglio 2025

Inaugurato nell’ottobre 2023 dal giornalista e imprenditore catalano Tatxo Benet, il Museu de l’Art Prohibit di Barcellona era il museo nato con la missione di dare spazio all’arte censurata dalla società, la politica o la religione. Ma a meno di due anni dall’apertura ha chiuso i battenti, travolto da proteste sindacali e tensioni interne.

Nelle sale dell’ex monastero barcellonese, trovavano spazio oltre 200 opere censurate provenienti da tutto il mondo, che raccontavano le crepe della libertà d’espressione attraverso linguaggi visivi spesso provocatori. Tra gli artisti in collezione, nomi internazionali e di diversi background e generazioni, come Ai Weiwei, David Wojnarowicz, Abel Azcona, Robert Mapplethorpe, Zanele Muholi e Tania Bruguera, il famigerato Piss Christ di Andrés Serrano ma anche episodi controversi della recente storia spagnola, come Forever Franco (2012) di Eugenio Merino, una scultura del dittatore spagnolo Francisco Franco chiuso in un frigorifero, o l’opera Not Dressed for Conquering (2010) di Ines Doujak, che ritrae un ex sovrano spagnolo in una scena sessualmente esplicita.

La chiusura del Museo dell’arte censurata, tra contraddizioni e drammatiche ironie

Il 27 giugno 2025, con una nota pubblicata online, il museo ha annunciato la chiusura «Dolorosa e indesiderata, ma inevitabile». La causa? Le perdite economiche derivanti da quattro mesi di picchetti sindacali guidati dalla sigla SUT – Solidarietà e Unità dei Lavoratori. La protesta ha avuto origine dalla fine del contratto con la società Magma Cultura, che gestiva i sette dipendenti del museo. Da lì, l’escalation: rivendicazioni sindacali per condizioni di lavoro migliori, accuse di incoerenza e una paralisi operativa che ha reso la situazione insostenibile.

«Il museo è diventato una caricatura, contraddicendo se stesso», si legge nel comunicato del sindacato, che ha denunciato la distanza tra i valori proclamati dall’istituzione e le sue pratiche gestionali. Il paradosso è evidente: un museo nato per difendere la libertà si ritrova vittima di conflitti interni, simbolo e bersaglio di nuove forme di censura, economica e sociale.

Questa vicenda ci ricorda che la censura non è solo quella esplicita e imposta dai regimi ma anche quella generata dalle contraddizioni interne alle democrazie, che spesso si risolvono in conflitti sul lavoro, economie precarie e fragili infrastrutture, in particolare quelle della cultura.

Una collezione nomade di arte censurata

Il progetto, però, non è del tutto finito. Benet ha annunciato che la collezione – che comprende anche la Suite 347 (1968) di Pablo Picasso, censurata a Chicago negli anni ’60, e i celebri Caprichos di Goya – prenderà una nuova forma: quella di una mostra itinerante internazionale. «L’unico museo al mondo dedicato all’arte censurata chiude, per trasformarsi in una collezione nomade», recita il comunicato.

Tuttavia, la stessa natura censurata delle opere potrebbe rendere difficile trovare spazi disposti ad accoglierle, soprattutto nei Paesi in cui quelle stesse immagini sono state oggetto di repressione. Il viaggio si annuncia dunque tanto necessario quanto problematico.

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Il grande schermo sotto le stelle in Piazza de’ Pitti: a Firenze torna Apriti Cinema

Una delle piazze più scenografiche del mondo si trasforma in un cinema a cielo aperto per l'intera estate: dal 15…

14 Giugno 2026 18:51
  • Arte contemporanea

La Biennale Gherdëina compie vent’anni e trasforma le Dolomiti in un giardino del futuro

Con Future Paradise Gardens, la decima edizione della Biennale Gherdëina mette in dialogo arte contemporanea, memoria del territorio e immaginazione…

14 Giugno 2026 18:02
  • Progetti e iniziative

Quando il gioco diventa proiezione: il progetto di Adiacenze e Asmodee a Bologna

Al Padiglione Esprit Nouveau di Bologna, nell'ambito di "PLAY – Festival del Gioco" e della rassegna "CLOSER – Becoming the…

14 Giugno 2026 17:30
  • Arte contemporanea

Ca’ Riviera: la nuova fuga culturale da Venezia lungo il corso del Brenta

Il nuovo spazio di Mira, in provincia di Venezia, dedicato ad arte contemporanea e residenze, inaugura con una mostra che…

14 Giugno 2026 17:00
  • Mostre

150 anni di Museo delle Civiltà: la storia viva di un’istituzione antica ma attuale

Un viaggio che ripercorre la nascita e l’evoluzione di una delle istituzioni museali più significative del panorama italiano, votata al…

14 Giugno 2026 16:30
  • Libri ed editoria

Nel Salento dell’estate, i libri diventano un fenomeno popolare

Salento Book Festival: prende il via la sedicesima edizione della rassegna itinerante che porterà alcuni dei protagonisti della cultura italiana…

14 Giugno 2026 15:30