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Ormai da qualche tempo, le collezioni dei musei sono al centro di un acceso dibattito che non riguarda solo l’aspetto museografico ma l’impostazione concettuale, storica e critica sottesa all’acquisizione e all’esposizione delle opere. A finire sotto la lente, sono in particolare i musei delle ex potenze coloniali ma la questione è aperta anche su altri argomenti, per esempio, la questione di genere. Già l’anno scorso, il Baltimora Museum of Art si era dimostrato piuttosto sensibile all’argomento, stabilendo un programma di acquisizione di opere di artisti di colore e di artiste donne, attraverso la cessione di lavori di artisti bianchi, come Andy Warhol, Robert Rauschenberg e Franz Kline e ha deciso di continuare su questa strada. Nel 2020, infatti, saranno acquisite e accettate come donazione solo opere realizzate da artiste.
«Ecco me si fa a sensibilizzare un’istituzione e a cambiarne l’identità. Non puoi solo acquistare un’opera di un artista di colore ed esporla accanto a un Rothko. Per correggere secoli di disuguaglianza devi compiere un gesto radicale», ha spiegato al Christopher Bedford, direttore del museo, al Baltimora Sun.
Attualmente, su una collezione di 95mila pezzi, che vanno da antichi mosaici a dipinti di Maestri del ‘600, come Tiziano e Rembrandt, fino all’arte contemporanea, solo 3800 opere sono di donne. Uno scompenso clamoroso e che, probabilmente, risulterebbe simile in molti altri musei ma che a Baltimora stanno tentando di correggere a ogni costo. Il nuovo programma di acquisizioni e donazioni fa parte di 2020 Vision, la nuova campagna di iniziative che il museo lancerà in occasione del centesimo anniversario dell’approvazione del diciannovesimo emendamento, che proibiva agli Stati e al Governo federale di negare il diritto di voto ai cittadini degli Stati Uniti in base al sesso.
«È molto importante per il Baltimora Museum creare una piattaforma espositiva per le artiste, così da ispirare anche altre donne. Anche oggi, le artiste sono poco rappresentate dai musei. C’è molto lavoro da fare per educare il pubblico sull’importanza delle donne nella storia dell’arte americana», ha dichiarato Bianca Kovic, neodirettrice esecutiva della NAWA – National Association of Women Artists, associazione pionieristica in tal senso, fondata a New York già nel 1889.
Tra le mostre in programma per il 2020, una collettiva sulle artiste africane del XX secolo, una retrospettiva dedicata all’espressionista astratta Joan Mitchell, le cui opere sono esposte anche al Centre Pompidou di Parigi, al MoMA di New York e alla Tate Gallery di Londra. Attualmente, è già aperta “By Their Creative Force”, una mostra incentrata sul contributo delle donne all’arte e allo stile modernisti, con opere di Maria Martinez e Georgia O’Keeffe, tra le altre.
Tra le ultime opere acquisite dal Baltimora Museum, un dipinto di Amy Sherald, autrice del ritratto di Michelle Obama, due film di Mary Reid Kelley e Patrick Kelley e una scultura dell’artista keniota Wangechi Mutu.
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