Centre Pompidou x Jersey City, rendering, OMA
Il Centre Pompidou di Parigi ha ufficialmente cancellato il suo primo progetto di stampo transatlantico, che avrebbe portato un nuovo museo a Jersey City, città del New Jersey poco lontana da Manhattan. L’idea di istituire questo museo satellite tutto statunitense era stata presentata per la prima volta già nel 2017 e poi più volte rilanciata come esempio di collaborazione culturale transatlantica. Concepita in partnership con autorità locali e benefattori privati, la struttura avrebbe dovuto offrire una programmazione permanente e temporanea legata all’arte moderna e contemporanea, riflettendo dunque il modello curatoriale del famoso museo parigino.
Secondo il Pompidou, i motivi principali della cancellazione sarebbero legati, in primis, a problemi finanziari e a crescenti difficoltà logistiche, il tutto aggravato da un contesto economico globale incerto e da una ridefinizione delle priorità istituzionali dopo la pandemia. In particolare, non ci sarebbero fondi per alcune componenti chiave del piano edilizio e della dotazione iniziale: un colpo durissimo per un progetto che già nel 2024 aveva subito rallentamenti legati alla raccolta di capitali privati e alla negoziazione dei termini di concessione del sito espositivo.
L’operazione di Jersey City faceva parte di un disegno più ampio di internazionalizzazione del Centre Pompidou, che nel corso degli ultimi anni ha esplorato modelli di “museo senza mura”, basati su sedi satellite e collaborazioni internazionali. Tra questi, anche il Kanal Centre Pompidou di Bruxelles che, dopo alcune complicazioni, aprirà nel novembre di quest’anno, con un super programma. L’obiettivo è quello di estendere l’esperienza curatoriale francese oltre i confini nazionali, coinvolgendo nuovi pubblici e creando nodi di dialogo tra diverse comunità artistiche.
La partnership con Jersey City si presentava in questo senso come il primo passo del museo parigino negli Stati Uniti, ma anche una grande occasione per una città in crescita culturale e infrastrutturale, posizionata strategicamente accanto a New York: un grande museo a Jersey City avrebbe potuto contribuire a spingere il dibattito sulle arti visive oltre il centralismo newyorkese. Su progetto dello studio di archistar OMA, il museo avrebbe dovuto essere situato nel Pathside Building, un edificio dalla originaria destinazione residenziale, su uno spazio di 5.400 metri quadrati.
Per il Pompidou, la decisione di cancellare Jersey City potrebbe anche avere a che fare con i piani di ampliamento interno: la ristrutturazione e l’espansione del centro parigino richiedono infatti risorse ingenti e attenzione manageriale, e alcune fonti suggeriscono perciò che la direzione abbia scelto di concentrare energie e fondi sul museo madre.
La notizia è stata accolta con sorpresa e una certa delusione da parte di curatori, artisti e osservatori americani, molti dei quali avevano visto nel progetto non solo un’opportunità di visibilità internazionale ma anche un elemento di democratizzazione culturale fuori dai circuiti consolidati. A Jersey City, le autorità locali non hanno ancora rilasciato una dichiarazione formale, ma fonti interne parlano di “profonda delusione” per un investimento di tempo e speranze che sembrava ormai prossimo alla realizzazione.
Dal punto di vista istituzionale, il Centre Pompidou ha ribadito che continuerà a esplorare forme alternative di cooperazione internazionale, ma resta da vedere se questi sforzi riusciranno a compensare il vuoto lasciato da un progetto che, pur non essendo mai decollato del tutto, aveva alimentato aspettative e dibattiti ampi sul ruolo contemporaneo delle istituzioni d’arte nel mondo globalizzato.
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