Toto Cutugno
Nato a Fosdinovo, in provincia di Massa Carrara il 7 luglio 1943 e cresciuto a La Spezia, Toto Cutugno vinse il suo primo Festival di Sanremo nel 1980 con il brano Solo noi. Fu il padre Domenico, sottufficiale della Marina che faceva parte della banda musicale comunale, a trasmettergli la passio e per la musica: «È stato lui ad avvicinarmi alla musica: il tamburino, la batteria, il pianoforte, la fisarmonica».
Tre anni dopo, nel 1983, Toto Cutugno si presentò a Sanremo con il capolavoro senza tempo – certamente tra le canzoni più evocative e significative della sua carriera e della canzone italiana moderna – L’italiano. Fu Gianni Ravera, organizzatore del Festival, a convincerlo a interpretarla: cantava vizi e virtù degli italiani, legandoli a fenomeni e manifestazioni tipiche della gente che abitava la penisola, dando immagine sonora a uno spaccato dell’Italia degli anni ’80. Classificato al quinto posto, ma vincitore della votazione popolare, il brano scalò le classifiche europee e fu poi inciso e tradotto da vari artisti in diverse lingue, vendendo milioni di dischi. Due anni fa anche Francesco Gabbani, scelse di riproporlo nella serata Cover.
Nel 1990, dopo Gigliola Cinquetti (1964) e prima dei Maneskin (2021), vinse l’Eurovision Song Contest con Insieme 1992, un brano fortemente europeista in un periodo storico intenso dopo la caduta del Muro di Berlino, a scardinare gli equilibri internazionali ed europei.
Nel 2018, in occasione del Gran Gala della Stampa, è stato insignito della Palma d’Argento per aver contrassegnato i momenti più salienti della storia del Festival e valorizzato la musica italiana nel mondo. «E’ uno dei premi più belli che abbia mai ricevuto – affermò Cutugno ritirando il Premio realizzato a mano dal maestro orafo Affidato – una scultura davvero molto particolare e che custodirò con cura tra i miei premi».
Lo scorso luglio per il suo 80esimo compleanno e su Il Corriere della Sera è apparsa una paginata a firma La tua famiglia Carosello – Curci con una foto in cui il cantautore da giovane e in smoking, mentre sorseggia da un calice di champagne: «Auguri Toto 80. Artista infinito, autore geniale, carissimo amico».
Toto Cutugno, mai ruffiano ma sempre autentico, deciso e poco incline al compromesso, si è spento all’Ospedale San Raffaele di Milano all’età di 80 anni, dopo una malattia che si era aggravata negli ultimi mesi. Affezionato ai suoi numerosi fan, prima di andarsene ha ammonito circa l’importanza della prevenzione e ha regalato un grande esempio di amicizia, sottolineandone il valore che essa ha quando si dà e quando si riceve. L’ultimo abbraccio a Cutugno sarà giovedì 24 agosto, alle 11 nella Basilica Parrocchia dei Santi Nereo e Achilleo in viale Argonne 56, nel quartiere meneghino Acquabella.
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