Just in case you are bored è il risultato di una collaborazione di tre musicisti che danno il nome all’album, Dieb 13, Pure e Siewert. L’album esce per l’etichetta dello stesso Pure, la Doc- e contiene due lunghe performance live registrate, rispettivamente, al JazzGallerie Nickelsdorf e al Rhiz, a Vienna, in Austria. Pur facendo uso di piatti, computer e chitarra, il risultato della performance è decisamente sperimentale, essendo il tutto anche determinato dal background tipicamente avant-garde dei tre musicisti coinvolti. La prima performance, Just in case you are bored, si protrae per ben 38 minuti, partendo come una massa sonica informe, per poi, lentamente, delinearsi verso traiettorie più precise, il suono diviene sempre più stratificato, i glitch aumentano, così come i feedback della chitarra, mentre il tutto sembra essere
Freeform
Condensed (CD, Nonplace)
Simon Pyke –in arte Freeform – è uno dei musicisti più sottovalutati della scena che risponde al nome di IDM. Sebbene il nostro abbia realizzato diversi album (ricordiamo che ha soli 24 anni) per diverse e prestigiose etichette (Skam, Quatermass, etc.) il successo che avrebbe giustamente meritato non gli ha mai veramente arriso. Probabilmente uno dei motivi potrebbe ricondursi al fatto che Freeform ha tentato più volte di andare oltre certi preconcetti di tale genere, mescolando sonorità prettamente elettroniche con intuizioni ed atmosfere extraoccidentali. A rendergli giustizia ci ha pensato però un altro musicista “alieno” come Burnt Friedmann il quale,
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doc.test.at
nonplace.de
francesco brunotti
decibel – sound art & musica elettronica è un progetto editoriale a cura di marco altavilla
[exibart]
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