La retrospettiva di Kapoor regala al pubblico italiano un inedito ed insolito lavoro rispetto a quello con cui l’artista angloindiano si è fatto conoscere sin’ora.
A differenza della precedente personale di Koons, l’esigenza museale d’una mostra retrospettiva si interseca col desiderio di Anish Kapoor (Bombay, 1954. Vive a Londra) di utilizzare le monumentali sale del Museo per una mostra a tema, in parte dedicata alla città. Il percorso della mostra, infatti, inizia (nella prima sala) “storicamente” da due opere classiche — due cavità/sculture-in-negativo, una all’interno di una parete e l’altra all’interno d’un blocco di marmo — ma “tematicamente” da un cubo traslucido, che ha il significativo titolo di Blood.
Il sangue è, infatti, il costante riferimento di questa mostra: come principio di vita, come colore della fisicità, come metafora dell’umano. Kapoor ha sistemato i suoi lavori in
La seconda sala presenta una gigantesca vasca (appositamente realizzata per la mostra, occupa quasi tutto lo spazio, da una parete all’altra) che contiene un liquido scuro. Una goccia zampilla di continuo da un piccolo foro sulla parete destra creando una scia di liquido rosso che ricade sul bordo della vasca e al suo interno. La ritmicità e la continuità del gocciolìo contrasta in maniera inaspettata con l’immobilita della superficie del liquido: le gocce cadono ma niente scìe, niente onde.
Dalla parete di sinistra fuoriesce un misterioso tubo bianco che, curvandosi, si rivolge verso la porta. La sua funzione si chiarisce nella sala successiva, la più grande, dove il tubo si trasforma in una cavità sulla parete destra, dalla quale è possibile sporgersi e osservare la proiezione ottica della vasca.
Nell’ultima sala e nel cortile il flusso sanguigno si regolarizza trasformandosi in sculture circolari concave. Tre grandi dischi di metallo divengono dei collettori sonori multispecchianti; nel cortile, un liquido rosso scuro, forzato dalla struttura a pozzo in cui è contenuto, costruisce un menisco regolarmente semisferico.
Che la mostra piaccia oppure no, non le si può negare di aver suscitato ciò che Kapoor si aspettava — e che aveva preannunciato in conferenza stampa —: alcuni bambini si sono immersi nella grande vasca e molte persone hanno infilato il braccio nel liquido del pozzo. Tutti sono rimasti inesorabilmente macchiati di rosso, per più d’una settimana.
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articolo discreto, con una pecca, è scritto da chi lavora per una galleria privata: Mimmo Scognamiglio. Per verificare basta dare uno sguardo alla scheda della galleria napoletana pubblicata nel catalogo di Artissima.