Categorie: napoli

Fino al 15.II.2016 | Boris Mikhailov, Io non sono io | Madre, Napoli

di - 24 Gennaio 2016
Boicottato, intralciato, isolato, controllato dal KGB che, perquisendo il suo studio fotografico, distrusse i negativi di più di 3 anni di lavoro, costringendo la fabbrica fotografica dove lavorava a licenziarlo, Boris Mikhailov (Charkiv, 1938) è una delle figure più complesse della fotografia contemporanea. Mikhailov ha conosciuto la fotografia per caso, quando, a 28 anni, gli chiesero di girare un documentario sul fondatore dell’azienda per cui lavorava. La passione per quello strumento che gli permetteva di esprimere se stesso, come individuo singolo nella Russia Sovietica, non lo ha mai più abbandonato e nessuna difficoltà si è mai potuta frapporre fra lui e la fotografia, tantomeno il regime. La sua personalità è totalmente rispecchiata nel suo lavoro: beffardo, ironico, eccessivo, disincantato, quasi violento nei messaggi. Una violenza disarmante che, più che scioccati, lascia allibiti, in uno stato di ferma riflessione davanti a scene che sono poco familiari ma su cui l’attenzione non si sofferma. Mikhailov è sempre stato convinto che ci sono cose che diventano reali solo quando sono viste attraverso la fotografia, momenti che solo questa riesce a palesare, costringendo a una comprensione più profonda che dona una sensazione simile a una sorpresa.
La consapevolezza è tra i principali campi di indagine di Mikhailov, ricercata anche attraverso se stesso e l’autoritratto. Mantenendo uno spirito derisorio e sarcastico, l’artista ha pensato che per criticare qualcuno bisogna partire dal proprio io, spinto anche dalla curiosità di osservare ciò che gli avrebbe mostrato la macchina fotografica, una volta puntata su di sé. Il risultato è stato diverso da ciò che si aspettava: non era lui, non quello che credeva di aver fotografato, ciò che osservava era un volto diverso sia da quello conosciuto dalle persone a lui prossime che da quello propagandato dall’ideologia russa. Un intellettuale, non un lavoratore dell’Unione Sovietica ma nemmeno il fotografo da presentare alle mostre e, da qui, si è chiesto: “chi sono io?”.

Nasce così la serie I am not I, da cui è preso il titolo della personale del Madre – a cura di Andrea Viliani ed Eugenio Viola – che inaugura un percorso di collaborazione tra la Fondazione Donnaregina, il Polo museale della Campania, Villa Pignatelli-Casa della Fotografia e Incontri Internazionali d’Arte, una partnership che intende promuovere e sostenere la ricerca fotografica contemporanea.
Il percorso espositivo, composto da 149 opere, inizia con la serie By the ground (1991), con le immagini più dolenti e drammatiche. Racconta l’Ucraina non bella, non pulita, non comoda ma che non si ferma. Mikhailov decide di raccontarla dal basso, da dove sta ripartendo, dallo stesso punto di vista dei barboni, dei reietti, di coloro che sono stati abbandonati. Anche la macchina fotografica è posta in basso, in modo che il punto di osservazione sia uguale per tutti, anche per noi spettatori che, dell’Ucraina, sappiamo poco. Si prosegue con Salt Lake (1986) dove una gioiosa quotidianità da clima balneare si staglia su panorami industriali, restituendo una realtà segreta, tra denuncia di degrado e desiderio di ingenua innocenza. La serie Football (2000) è un cortocircuito della rappresentazione del concetto del “familiare”. L’artista sostiene che le regole esistono per essere reinterpretate e reinventate, per questo il protagonista non è il soggetto del ritratto ma tutto ciò che avviene intorno all’idea del soggetto. Il pallone rimane nella sua funzione di gioco ma solo come strumento per raccontare il legame con sua moglie e suo figlio. Proseguendo, le serie Yesterday Sandwich (1972-1975) e Superimpositions from the 60/70s, dove la sperimentazione arriva alla sovversione delle idee e delle regole attraverso la sovrapposizione fotografica. L’incontro-scontro tra le immagini compone ibridi che danno vita a una terza realtà, più forte e significativa. Nell’ultima sala, alcuni scatti di The Wedding (2005), corpi nudi di anziane coppie nella loro totale naturalezza, ironici, privi di pose artificiali all’interno delle loro abitazioni. Il corpo è stato sempre motivo di grande fascino per Mikhailov, anche perché, per la società sovietica, la nudità era un tabù, non veniva mai mostrata, non esisteva. E proprio con un suo nudo, scattato appositamente per la mostra al Madre, termina il percorso espositivo. L’autoritratto chiude un trittico, ponendosi tra due quadri di Jusepe de Ribera, in prestito temporaneo al museo. Qui il fotografo si mostra invecchiato e dolente, prono verso il basso ma con lo sguardo sempre curioso che non ne tradisce la volontà.
Michela Sellitto
mostra visitata il 12 novembre 2015
Dal 14 novembre 2016 al 1 febbraio 2016
Boris Mikhailov, Io non sono io
Museo D’Arte Contemporanea Donnaregina
Via Settembrini, 79 – 80139, Napoli
Orari: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, dalle 10 alle 19.30, domenica dalle 10 alle 20
Info: 081.193.13.016, mailto:info@madrenapoli.it

Ha studiato Architettura e Fotografia a Napoli, dove oggi vive. Ha collaborato con varie testate online, con Exibart in particolare dal 2015.

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Oltre 5000 volumi per l’arte contemporanea: apre BIBLIOheart a Vimercate

Quindici anni di attività dell'associazione heart confluiscono in una nuova biblioteca specializzata in arte contemporanea. Intervista a Simona Bartolena sul…

22 Giugno 2026 18:30
  • Arte contemporanea

Oltre le mura. Reclaiming Collective, il secondo capitolo di FORT Biennale

Nato per difendere e separare, il Forte di Fortezza diventa il luogo in cui immaginare nuove forme dello stare insieme.…

22 Giugno 2026 18:00
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 22 al 28 giugno

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 22 al 28 giugno, in scena nei teatri…

22 Giugno 2026 17:30
  • Arte contemporanea

Una cooking session con Rirkrit Tiravanija? Da Pirelli HangarBicocca Milano succede anche questo

L'artista thailandese incontra i visitatori insieme alla curatrice Angela Vettese, portando nel vivo della sua pratica artistica con una conversazione,…

22 Giugno 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Fondazione Prada accende l’estate: le mostre da vedere a Milano e Venezia

Arte contemporanea, cinema e nuove tecnologie: tutte le mostre e gli appuntamenti estivi di Fondazione Prada a Milano e Venezia,…

22 Giugno 2026 16:21
  • Mercato

Da Degas a Basquiat: la Collezione Anthony Favaro protagonista all’asta di Fidelis Auctions

Il 23 giugno, la casa d'aste Fidelis Auctions presenterà a Bologna una vendita d'arte moderna e contemporanea impreziosita da due…

22 Giugno 2026 15:09