Dopo aver illuminato di rosso l’interno del torrione di Forio d’Ischia Rosy Rox inaugura, con una performance in una sala del sontuoso Palazzo Cellamare, una mostra extra moenia di Guido Cabib, il gallerista più dinamico di questo settembre napoletano.
Opere cariche di rosso-passione, dense di immagini, sorrette soprattutto dal tema della solitudine e da immagini di inadeguatezza sociale. Quattro fruste in cristallo, di cui una simbolicamente e teatralmente sospesa, tre opere fotografiche e un’alcova di chiffon rosso danno vita ad un’abbondante, disorganica e ribollente metafora sul malessere del nostro tempo. La performance, accompagnata da una struggente composizione musicale per violino, vedeva il corpo nudo dell’artista, rovesciato su una pedana rossa, tra cristalli, scosso a tratti dal suono dello schiocco di una frusta, agitato da un’ardente nostalgia per un mondo diverso. La dimensione realistica si alterna con quella fantastica e onirica, quella del sesso si mescola con quella del piacere masochistico.
Sul corpo dell’artista segni di una matita rossa alludevano a ferite, ma nessuna scudisciata reale sarebbe stata possibile. Come ha affermato Rosy Rox: “il tutto è a mezza strada con il piacere estetico e il dolore mentale, il dolore fisico non è piacere…”. Performance ed opere coniugano la concretezza fisica con il surreale e lo fanno con un carattere forte, a tratti ironico. Un inno alla necessità di una vita che ha il bisogno di trasgredire regole e convenzioni sociali, per riaffermarne il proprio diritto a non essere mai abbandonati.
Vizi e virtù della mostra. Al passivo, l’incapacità di raccontare con semplicità. Un facile abbandono al gusto dell’eccesso e un estetismo che scadeva spesso in un cromatismo da spot che soffoca le idee. All’attivo, la bella Rosy Rox e l’immaginoso senso del colore, lo sviluppo inestricabile tra passione e sadismo descritto con spirito coraggioso che non ha escluso la tenerezza. Ma, più di tutto, la capacità dell’artista di dimostrare agli spettatori, un pubblico per lo più disattento e mondano, che è nelle nostre superficialità che si raccoglieva il senso della performance.
lino sinibaldi
mostra visitata il 28 settembre 2005
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Brava Rosy!!! Hai superato Betty Bee come qualità ed inventiva!!! Sei più raffinata ed intrigante!! Brava Brava
be penso che il lavoro di rosy rox non si possa paragonare a nessun altro lavoro complimanti rosy,raffinata intelligente,complimenti
Rosy che dirti, nel guardare la tua arte si rimane positivamente colpiti, ma c'e' un'artista che ha fatto meglio di te....tua Mamma.
Ciao
Un bacio