Negli spazi della galleria Movimento Aperto, sono in mostra diciannove opere di Biagio Cepollaro (Napoli, 1959) che, da un decennio, gioca a oscillare tra poesia e arti visive, sempre tenendo fisso e continuo il rapporto con la sostanza delle sue opere, quella memoria tattile che lo riguarda nellâarte come nella letteratura. Dato per certo questo legame con la poesia â Cepollaro Ăš, infatti, uno dei teorici del postmoderno critico e fondatore della rivista âBaldusâ â Ăš facile riconoscere la sensibilitĂ letteraria nel suo lavoro e nellâutilizzo dei colori, di cui si serve in luogo delle parole.
Lâesposizione, a cura di Eugenio Lucrezi, autore di un erudito testo critico, prevede un percorso tra opere concepite intorno a quellâidea del verde che nasce dal constatare che il pigmento bruno scuro di Kassel, mescolato al giallo primario a olio, dĂ un verde imprevisto, nuovissimo e pieno di suggerimenti. Cepollaro vede, in quel verde inatteso, unâallegoria dellâesistenza, osservando quanto siano semplici e contemporaneamente imbarazzanti per la loro banalitĂ , le cose che muovono le vite nostre e di chi ci attornia. Dunque un verde nuovo eppure metafora ironica di una profondissima elementaritĂ .
Lâartista produce i colori da sĂ©, impasta la materia prima delle sue tele e, rifiutando i colori industriali, assume una posizione chiara nei confronti di tutta una produzione artistica, specialmente contemporanea, che al contrario ha il suo punto di forza proprio nellâutilizzo di tecniche e materiali ragionevolmente definibili âindustrialiâ. Un punto di vista non in linea con i tempi e, a tratti, fanciullescamente scanzonato, quasi noncurante. Le opere sembrano allora il frutto di una tecnica scomposta, come tentativi di un alchimista, in cui lâindecisione aleggia simultaneamente a quel verde, protagonista della mostra.
Lâartista, uno dei protagonisti della sperimentazione letteraria italiana degli anni â80 e â90, continua a essere scrittore anche nellâatto di dipingere, per cui, nei suoi lavori, permane la traccia di una scrittura preliminare, una sorta di anticipazione dellâopera. Non a caso, Cepollaro Ăš stato definito, con una felice espressione di Giovanni Anceschi, uno «scrittore rinnegato».
Ă evidente un certo gusto, anche questo originariamente letterario, per il pastiche, con lâinserto di elementi diversi e differentemente combinati. Lâartista lascia segni, inscrive sulla tela, graffiando cemento, catrame, gesso e colla, seguendo ricette medievali per realizzare pastosi colori al tuorlo dâuovo. Dunque, come ha sottolineato lo stesso Lucrezi, Cepollaro tende a trovare una sintesi tra antico e moderno, tra naturale e artificiale, tra pratica scrittoria e pittorica, ciĂČ che resta da fare allâartista «nellâera della fine della raffigurazione e del tramonto dello Stile».
Elvira Buonocore
mostra visitata il 24 Novembre 2015
Dal 21 novembre al 19 dicembre 2015
Biagio Cepollaro, Una certa idea del verde
Movimento Aperto
via Duomo, 290/C â 80138, Napoli
Orari: lunedĂŹ e martedĂŹ dalle 17 alle 19, giovedĂŹ dalle 10.30 alle 12.30, e su appuntamento