Artista bolognese, nato nel 1955, Fabio Torre espone allo Studio 34 di Salerno dopo le personali di Bologna e Brescia. La memoria fotografica è al centro della ricerca dell’artista che in precedenza aveva guardato all’universo metropolitano e al quotidiano; ora esposti ci sono oli su tela di un forte impatto ambientale: un nudo maschile in corsa su di un polittico composto da sette tele; una corsa verso il buio del fondo ha per soggetto un cane, che è rappresentato come disordine di membra animali articolate in un moto difficile e disperato. Queste opere ben rappresentano il risultato raggiunto in pittura dopo l’adozione della tecnica fotografica. Un rapporto che nel secolo scorso ha avuto la sua evoluzione, dall’iniziale diffidenza legata al timore che potesse sostituire l’artista nella rappresentazione della realtà, ora le due modalità espressive riconoscono il reciproco ruolo nel panorama creativo.
Manuela Esposito
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