Categorie: Design

L’isola della luce. Presentata a Venezia la quarta edizione di Homo Faber

di - 30 Maggio 2026

Esplorare il talento umano attraverso la materia, esaltando il valore etico e sociale del fare artigiano in un’epoca dominata dalle accelerazioni tecnologiche: è sempre stata questo l’obiettivo della Homo Faber Biennial, l’evento internazionale che ogni due anni, in concomitanza con la Biennale Arte, celebra l’alto artigianato contemporaneo e la creatività diffusa sull’isola di San Giorgio, a Venezia. La manifestazione — nata dalla visione della Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship di Ginevra — si svilupperà per un intero mese, dall’1 al 30 settembre 2026, attraverso 15 spazi espositivi in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini e la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, dando vita ad un ecosistema esperienziale che mette a confronto centinaia di maestri d’arte e designer provenienti da decine di Paesi.

Vestige I and Vestige II Yuna Kim Artisan All rights reserved

Come sarà l’edizione 2026 di Homo Faber: un’isola di luce

A guidare la direzione artistica dell’edizione 2026 sarà la celebre designer britannica Es Devlin, che ha strutturato il percorso espositivo intorno al concept Homo Faber 2026: An Island of Light. La luce, elemento primordiale e costante nella ricerca di Devlin, diventa qui lo strumento visivo e metaforico per avvolgere e dare risalto alle creazioni artigianali, collegate idealmente ai quattro elementi della biosfera: acqua, terra, aria e sole.

Il viaggio antropologico ed estetico comincerà dallo spazio A Language of Hands, che ricrea i suoni e le atmosfere di una bottega d’artista, per poi snodarsi attraverso gallerie di ritratti (An Index of Artisans) e installazioni scenografiche come An Alphabet of Objects, una monumentale struttura cilindrica cinetica che proietta sulle pareti le sagome di oltre cento opere d’arte applicata.

White Torus of Powder, Maki Imoto Artisan. All rights reserved

Il percorso entrerà in stretto dialogo con la topografia e l’architettura dell’antico monastero benedettino: nell’ex piscina Gandini, ad esempio, l’allestimento A Full Moon Rising farà galleggiare sull’acqua una selezione di tradizionali moon jar coreani, creando un dialogo tra riflessi e superfici ceramiche. Poco oltre, la struttura in sughero di A Rooted Ascent renderà omaggio ai materiali organici come il legno e il giunco, ospitando artigiani che lavorano dal vivo. Questa dimensione partecipativa troverà la sua massima espressione in An Atelier Alive, un vero e proprio laboratorio diffuso in cui maestri della ceramica, del vetro, dei metalli e del tessile condividono le proprie tecniche con il pubblico e con i 90 Young Ambassadors — studenti delle migliori scuole mondiali di design — chiamati ad animare le sale.

Più di una mostra: un movimento culturale

«Homo Faber non è una mostra, è un movimento culturale che celebra la trasformazione consapevole dei materiali», ha dichiarato Alberto Cavalli, direttore generale della Michelangelo Foundation. «Invitiamo chi non è artigiano a vivere come un artigiano: con senso e consapevolezza. L’edizione 2026 sarà davvero l’isola di luce immaginata da Es Devlin». Un punto di vista condiviso da Gianfelice Rocca, presidente della Fondazione Giorgio Cini, che ha sottolineato il valore geopolitico dell’operazione: «Mai come oggi ci troviamo a interrogarci sulla relazione tra manufatti, industria e intelligenza artificiale. Il fare artigiano è un capitale di soft power, soprattutto in un’epoca di grandi trasformazioni e inquietudini. Proprio sul nesso tra naturale, artificiale, artefatto e digitale è sempre più impegnata la nostra Fondazione».

Hyungho Jeon Artisan All rights reserved

L’affresco di Homo Faber si estenderà quest’anno anche oltre i confini di San Giorgio con l’iniziativa Homo Faber in Città. Partner principale sarà Casa Sanlorenzo, affacciata sulla Basilica della Salute, che ospiterà due mostre collaterali: una dedicata ai maestri artigiani del Veneto curata da Artemest, e una focalizzata sulle eccellenze del Granducato del Lussemburgo.

Nel mese di settembre, inoltre, la Homo Faber Guide aprirà le porte dei laboratori attivi nel tessuto urbano veneziano, offrendo itinerari personalizzati per decodificare la bellezza oltre il rumore della contemporaneità.

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