Categorie: napoli

fino al 2.X.2005 | Ernesto Tatafiore – Non solo | Napoli, Museo di Capodimonte

di - 23 Settembre 2005

Pochi ma buoni i colori di Ernesto Tatafiore (Napoli, 1943), che brillano in uno dei tanti “rami” del museo di Capodimonte, destinato ad ospitare pro tempore il contemporaneo. Un ambiente disadorno e luminoso, in cui luccica l’oro impiegato senza avarizia, insieme ai rossi, agli azzurri e ai neri, per dar vita ad una rassegna di big della pittura di ieri e dell’altroieri, scortati, come si conviene, da qualche leggiadra presenza muliebre.
E questa “galleria degli antenati”, in cui s’è accomodato con disinvoltura anche l’artefice, grande lo è innanzitutto nel formato: undici tele di 200 x 260 cm, il cui effetto è esaltato non solo dalla vivacità della tavolozza, ma anche dalle ridotte dimensioni dello spazio espositivo, in cui Tatafiore, che fino a ieri le teste le faceva rotolare giù dai patiboli della Révolution, stavolta consegna a futura memoria effigi stilizzate con un secco e sicuro grafismo, in un complesso stilisticamente familiare e fedele alla sua riconosciuta piacevolezza estetica. Tuttavia, anche nell’erigere questi monumenti egli non ha rinunciato al proprio lepido gusto per il divertissement colto, ironicamente enigmatico e seducente, proprio come le sue celebri donnine, che stavolta s-vestono i panni di muse -Luce Martinetti e Francoise Gilot- chiamate ad ingentilire queste icone un po’ severe e, qualche volta, perfino burbere. Sicché il profilo dell’arrabbiato Picasso dal collo taurino pare intagliato in un medaglione, il “supremo” Malevic è, ovviamente, un tipo spigoloso e quadrato e Velasquez sfoggia albagia tra il fiero cipiglio e le virgole scarlatte sul petto.

Inarrivabile e greve, Tiziano diventa un vulcano dai ripidi fianchi, e ancor più scoscesa è la montagna incantata Beuys che, come una vaporiera, sbuffa a tutto spiano dal mitico Borsalino. Fuma, nel vero senso della parola, pure Brancusi, roccioso come un Dio michelangiolesco e al contempo “morbido come un Cohiba”, come recita la chiosa vergata in saltellante stampatello. Ed è appunto a queste piccole epigrafi, disseminate su tutti i dipinti, che si affida quell’intreccio tra catalogazione totemica e autobiografia che è uno dei caratteri salienti del progetto. Indizi e indirizzi di una caccia al tesoro alla quale però lo spettatore non è obbligato, libero com’è di abbandonarsi al puro memento ludico di una pittura passionale e infuocata, in cui pure i fiori guizzano come cerini, ma che sa darsi una rinfrescata nel carosello di pesciolini che turbinano intorno all’autoritratto, o tra i capelli di Giacometti, vaporosi come uno spruzzo di pioggia, fino a stemperarsi nel grigio dell’“alchimista” Brueghel in zucchetto azzurro, il cui pennello ardente affonda dietro le quinte dell’opera ancora al nero. E chissà che dietro quel paravento non canti pure Tatafiore, compassato intellettuale e raffinato bon vivant, che guada il proprio consumato talento nel pelago malfido del “tributo”, tenendosi in equilibrio tra gioco e rigore.

anita pepe
mostra visitata il 20 settembre 2005


fino al 2.X.2005 – Ernesto Tatafiore – Non solo
Napoli, Museo di Capodimonte
Napoli, Museo di Capodimonte, via di Miano 1. Catalogo Electa a cura di Angela Tecce e Maurizio Bonuomo, con la prefazione di Nicola Spinosa. Orario: tutti i giorni 14-19,30. Chiuso il mercoledì


[exibart]

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Mercato

Phillips mette all’asta i capolavori silenziosi di Vilhelm Hammershøi

Provengono dalla collezione dell’Ambasciatore John L. Loeb Jr, vale a dire la più importante raccolta privata di arte danese. Saranno…

16 Gennaio 2026 13:59
  • Moda

La sfilata è un’opera d’arte e va in mostra al Vitra Design Museum

Con “Catwalk. The Art of the Fashion Show”, il Vitra Design Museum indaga la sfilata di come opera d’arte di…

16 Gennaio 2026 13:30
  • Musei

Tre programmi museali da tenere d’occhio nel 2026

Da Vienna a Tashkent, passando per Lisbona: pratiche partecipative, nuovi modelli istituzionali e riletture delle collezioni segnano i programmi culturali…

16 Gennaio 2026 12:30
  • Mostre

La mostra di Gwen Evans da Monti8, a Roma

La poetica dell’artista britannica Gwen Evans arriva a Roma, con una mostra dall’atmosfera sospesa, visitabile fino al prossimo 24 gennaio

16 Gennaio 2026 11:29
  • Bandi e concorsi

Rigenerare con la fotografia: il nuovo bando del Ministero della Cultura

Il Museo rigenera Edizione Fotografia: la Direzione Generale Creatività contemporanea del MIC pubblica un bando da 825mila euro, per progetti…

16 Gennaio 2026 9:30
  • Mostre

Murano Illumina il Mondo: il linguaggio del vetro in Piazza San Marco

Dodici lampadari d’artista realizzati in vetro di Murano trasformano Piazza San Marco a Venezia in uno spazio di confronto tra…

16 Gennaio 2026 0:02