Categorie: napoli

Fino al 20.III.2016 | Silvia Camporesi, Itinerario | Galleria 1 Opera, Napoli

di - 19 Marzo 2016
È un dato più che acclarato che i luoghi, a un certo punto, smettano di parlare, finendo scheletricamente in silenzio, cadendo in un mutismo cocciuto e indifferente, irriconoscente e senza ricordi, incapace di comunicare alcunché. Accade lo stesso per tutte le storie, per i legami che si slacciano poco a poco, di cui non resta molta memoria. È necessaria, allora, una certa capacità per afferrare il momento preciso in cui un paesaggio moribondo può ancora dire qualcosa, quell’istante finale quando è più saturo di esperienze e riconoscenza, pronto a dirci tutto. Qualcosa di molto simile è accaduto nelle opere fotografiche di Silvia Camporesi (Forlì, 1973), visibili in una mostra, a cura di Pietro Tatafiore, per la quale sono stati selezionati lavori tratti da vari progetti e accomunati da una condivisa sensazione di vaghezza e rarefazione, portate sotto il segno mobile dell’ “Itinerario”.
È probabilmente la natura ancora acerba di queste immagini – il modo genuino di fotografarle, quasi precocemente, cioè, prima che il tempo, in quei luoghi dismessi, si sia completamente fermato – a renderle attraenti. Silvia Camporesi agisce come una giornalista, sebbene nulla del reportage compaia nelle sue opere. Di fatto, intervista i luoghi su cui si sofferma, pone domande ai letti disfatti, alle pareti, a tutto ciò che di cadente e instabile si possa vedere, a tutto ciò che di fatiscente ci possa interessare, per quell’attrattiva subdola suscitata dalle cose che stanno per morire.

Le opere del progetto Atlas Italiae (2015) realizzano una topografia ambigua di un’Italia irriconoscibile, indubbiamente presa nei suoi punti più interni, dove l’aridità del suolo si lega ad un’architettura brulla, spaccata dalle intemperie e dal nostro sole, specialmente dal nostro sole. In esposizione anche opere meno recenti, come Stato nascente (2008) e i volti delle Ofelie (2004), immagini più costruite, in parte meno loquaci ma la cui intenzione poetica è individuabile e autentica. Si tratta, ugualmente, di figure in sospensione, colte nel momento più alto del galleggiamento, quando le parti stanno per gonfiarsi e la bellezza è al suo apice, prima di toccare inevitabilmente il fondo. È un ottimo tempo, quello di Silvia Camporesi. Un tempo che si prende tutto lo spazio che serve e che l’artista riempie con calma, cautela e una precisissima sensibilità dello sguardo.
Elvira Buonocore
Mostra visitata mercoledì 10 febbraio
Dal 5 febbraio al 20 marzo 2016
Silvia Camporesi, Itinerario
Galleria 1 Opera
Via San Biagio dei Librai, 201 – 80138, Napoli
Info: 0810487254 – info@1opera.it

Nata a Pagani nel 1989, si forma come autrice parallelamente a una intensa esperienza di recitazione. Forte di una formazione classica, si muove poi al di fuori di un preciso percorso accademico, frequentando laboratori e stage di recitazione e scrittura teatrale. È parte della compagnia Teatro Grimaldello, per cui realizza testi e adattamenti. Collabora a progetti curatoriali.

Articoli recenti

  • Mercato

Nuovo record assoluto per il design all’asta: volano a $ 33,5 milioni gli specchi di Claude Lalanne

È appena successo da Sotheby’s New York: l’Ensemble di 15 specchi realizzati da Claude Lalanne per Yves Saint Laurent e…

22 Aprile 2026 18:46
  • Design

Milano Design Week 2026: la nuova geografia passa dalle reti indipendenti

Più che una mappa di quartieri, la settimana milanese del design si rivela un’infrastruttura di relazioni. Tra designer emergenti, atelier,…

22 Aprile 2026 18:00
  • Mostre

La pittura sospesa di Luciano Sozio ci invita a sostare nello spazio tra le cose

Alla Galleria Arrivada di Milano la prima mostra di Luciano Sozio: in esposizione una serie di dipinti che indagano la…

22 Aprile 2026 17:10
  • Mostre

Il giardino alchemico di Julie Hamisky è in mostra da Pandolfini Casa d’Aste

Nel pieno della Milano Design Week, la fragilità della materia organica si trasforma in sculture permanenti nelle opere dell'artista francese,…

22 Aprile 2026 16:30
  • Progetti e iniziative

Il Living Theatre arriva a Parma: un progetto riattiva l’eredità di Malina e Beck

Solares Fondazione delle Arti porta a Parma il progetto ROOTS: l’eredità del leggendario Living Theatre rivive con una mostra, un…

22 Aprile 2026 15:00
  • Attualità

Le Pussy Riot contro la Biennale: la proposta per un Padiglione della dissidenza

Il collettivo femminista dissidente non si limita alla protesta: la sfida, per le Pussy Riot, è occupare lo spazio istituzionale…

22 Aprile 2026 12:52