Dopo i numerosi successi d’oltreoceano Luis Gispert arriva a Napoli per la sua prima personale europea. L’artista trentenne, nato a Jersey City e residente a Brooklyn, debutta con Everything you ever loved in one place 2001-2004, in cui prende di mira gli stereotipi della cultura americana. In mostra una selezione di fotografie a colori di grande dimensioni e una videoinstallazione.
Gispert è un artista complesso con una spiccata vocazione per la sperimentazione: spaziando dalla fotografia alla scultura, al video con uno stile estremamente personale realizza immagini seducenti, caratterizzate da alcuni elementi – i colori accesi, le superfici lucide, le inquadrature irreali – che enfatizzano il non sense delle situazioni riprodotte. Visitando la personale di Gispert si viene coinvolti dalla visionarietà di un mondo parallelo, popolato da personaggi curiosi, caricaturali, paradossali. Nei suoi lavori recupera ed elabora la tradizione del barocco italiano per combinarlo con elementi della cultura visiva contemporanea.
Nella serie Cheerleader (2001-2004) l’artista ritrae delle ragazze pon-pon di origine ispanica che imitano le teen-ager americane di periferia, secondo i cliché proposti dai media. Sono immagini patinate che trasmettono la gioia di vivere, lo spirito spensierato, la superficialità di un intero stile di vita. Nella plasticità delle pose dei corpi i protagonisti appaiono sospesi in posizioni innaturali e sono disposti su uno sfondo verde monocromo.
In Urban Mith (2003-2004) le foto ritraggono rituali essenziali e scene di vita degli immigrati di origine latinoamericana. Vestiti con abiti vistosi, eccentrici, pesantemente truccati e ricoperti di collane e accessori dorati, Gispert rende protagonisti i membri della sua famiglia e li mette in posa in contesti tipici delle telenovele o dei set pubblicitari. L’artista recupera un vocabolario di gesti caratteristici che hanno contribuito alla costruzione dello stereotipo americano e ne offre una lettura insolita, tra il grottesco e l’ironico.
In mostra anche un video, Foxy Xerox (2003): su due schermi, uno di fronte all’altro come in uno specchio, la stessa donna, l’artista Kristin Baker, si rivolge al suo alter ego con il volto dipinto di nero. Parla al ritmo dell’hip-hop, accompagnata da gesti espliciti che ricalcano il comportamento dei rappers.
Attraverso la ricerca di soggetti prelevati da un universo artificiale e stereotipato, e mediante un sapiente lavoro di montaggio, Gispert riesce ad amalgamare il surreale con l’ordinario. E l’elaborazione delle immagini risente visivamente di quella contaminazione dei registri in cui viene meno la differenziazione tra tradizione alta e bassa all’interno della storia dell’arte.
lorena grieco
mostra vista il 21 gennaio 2005
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The primary elections for Regione Toscana that will be held on the 20th of
February 2005 have strongly been wanted by the president of Regione Toscana,
Claudio Martini. Among the candidates, appears the name of the young manager
Elena Finocchietti .
Finalmente qualche mostra buona !!! ottima anche la precedente "Stars are bright..." oramai le mostre/mostro a Napoli le fanno solo Franco Riccardo e la T293
Siglio ha ragione: T293 è una galleria noiosissima! Le mostre di Franco Riccardo sono sicuramente più interessanti. Changing Role e 404 sono il top a Napoli. Vedere per credere!