L’artista è sempre un websurfer, dice Nicolas Bourriaud. Cerca, seleziona, copia e incolla, estrapolando dal reale. Definizione quanto mai azzeccata per descrivere l’opera di Marcello Mazzella (Napoli, 1965), che proprio dal web pesca i suoi volti, le sue figure, catturate durante le chat-performance. Il risultato è un fitto mosaico dal sapore metallico dove piccoli fotogrammi evocano conversazioni ormai terminate, sottraendole al tempo e trasformandole in immagini. La chat è protagonista assoluta; anche nei patchworks, realizzati a mano, la parola assume una dimensione figurativa, sottraendosi al bianco e nero delle stampe per diventare colore, dunque materia.
Costellazioni di volti e di parole si fanno portavoce di un’estetica del frammento, che necessita di due sguardi diversi; il primo, da vicino, per cogliere tutte le parti del composit. L’altro, da lontano, per ricostruire le immagini presenti in filigrana e sovrapposte al reticolo dei piccoli volti, una tecnica quasi impressionistica. Dare un senso unico a segni sparsi è ciò che Tommaso Trini
È sempre dalla chat che nasce il video Webality, che dà il titolo alla mostra. Ed è una chat vera e propria quella a cui i visitatori possono partecipare, esperienza interattiva dal carattere “aperto” che contrasta con la “finitezza” delle altre opere in mostra. La comunicazione in rete è secondo molti sociologi un’attività dal carattere fortemente spersonalizzante, dove ognuno può diventare ciò che vuole o prendere in prestito la soggettività altrui. Tutto ciò diventa sul piano visivo un ripetersi identico di singole unità, un’identità multipla che assume il valore di ritratto unico, una costellazione dove è l’insieme ciò che conta, e non più le singole parti. Il linguaggio artistico di Mazzella, combinazione di un lato “caldo”, i patchworks e gli acquerelli, e di un lato “freddo”, alluminico, racconta un universo comunicativo instabile e in continuo mutamento. Che nasconde le insidie di una fiction vissuta come fosse realtà.
link correlati
www.marcello.mazzella.info
www.costellazioni.info
alessandra troncone
mostra visitata il 21 settembre 2006
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