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fino al 22.XI.2003 | Italia & Cile | Caserta, Ex Cenobio di Sant’Agostino

di - 18 Novembre 2003

La consapevolezza che la storia di un popolo sia la storia di tutti i popoli affiora, si potrebbe dire, solo col senno di poi. Le vicende drammatiche che il Cile ha vissuto negli ultimi anni del ‘900 sono a ben guardare vicine alle nostre. Il terrorismo, la criminalità organizzata, la logica golpista. Così se gli strumenti sono variati, tra dittature sanguinarie, violenza stragista e repressione istituzionale, gli obiettivi sono stati sempre gli stessi: operare scelte politiche involutive e conservare il potere nelle mani di una oligarchia conservatrice.
Vista così, la storia del Cile risulta di fatto la nostra stessa storia. Se però sul passato possiamo più facilmente riflettere, altrettanto non possiamo fare per il presente. E proprio di questa difficoltà si fa testimone il lavoro di questi giovani artisti italiani e cileni. Fra loro tanti sono i punti di contatto: la contaminazione dei linguaggi (cinema, politica, musica, scienza), la riflessione sul reale, sul quotidiano, sui modelli della società, sull’individuo e la comunicazione.
Molto interessante il lavoro di Marco Prestia che unisce a reminiscenze cinematografiche alla “Pulp fiction”, una accuratezza e un’attenzione maniacale nello stabilire i particolari per ricostruire la tragica storia del suo “Operaio”. Nel video di Antonio Rovaldi, l’artista insegue qualcuno, il suo sguardo indaga, sempre più da vicino, fino a perdersi nelle stoffe dei loro abiti: paesaggi indistinti, luoghi impensabili di vita. La superficie rivela così una profondità sconcertante e la linea di confine tra il sogno e la realtà si fa sempre più sottile. Forte e tragicamente ironica è l’installazione di Francesco Valdés. Un video in cui un bizzarro personaggio in tutina bianca entra ed esce dalla scena, cerca di prendere qualcosa, ma non c’è niente. In effetti quello che cerca di prendere è il cibo “disegnato” sulla parete in cui è proiettata l’immagine. In questa “Phantasmagoria” si sovrappongono due dimensioni differenti ed è un rincorrersi inutile, eterno che dà vita ad un corto circuito fortemente critico.
Da segnalare anche i paesaggi surreali di Patrick Hamilton, le immagini ammiccanti e crudeli di Caterina Purdy, o gli oggetti quotidiani di chissà quale Gulliver presentati da Viera Gallo.
Il risultato è un osservatorio attivo in cui tutte le relazioni sono ancora da creare e il visitatore ha due sole possibilità: cercare il filo di tutto, con il rischio di forzare un po’ la mano, o vivere tutto il senso di inadeguatezza alla scelta che il presente quotidianamente ci rinfaccia; quando non riusciamo a valutare bene i fatti, quando abbiamo una visione distorta delle cose, quando la storia ci appare semplicemente una giustapposizione di eventi. Abituati a ingabbiare la varietà in etichette, ci farà bene raccogliere l’invito di questa mostra: percorrere l’arte col naso attaccato alle opere, una per una, a tentoni, ma attenti.
Non sfuggirà nulla. Un caos incredibile finché non saremo pronti ad unire quegli inutili particolari e a scoprire di nuovo quel filo rosso che unisce tutti i popoli e tutte le storie.

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valeria cino
mostra vista il 4 novembre 2003


Complesso dell’Ex Cenobio di Sant’Agostino, Via Manzoni, Caserta;
Orario: dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00;
Ingresso gratuito.Per informazioni: 0823273705 / 0823456590
a cura di antonio arevalo


[exibart]

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  • BELLISSIMA !!
    NON C'E' UN ARTISTA CHE TOGLIEREI DA QUESTO GRUPPO ESPOSITIVO!!
    E CHE CAVOLO NON CI VUOLE MOLTO A FARE LE COSE PER BENINO!!
    BELLI E BRAVI

  • ho visitato la mostra a caserta tutti
    bravissimi..................ma devo fare i complimenti al lavoro di marco prestia!!!!
    eccezzionale continua cosi.

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