Categorie: napoli

fino al 24.III.2007 | James Beckett | Napoli, T293

di - 8 Marzo 2007

Possedere il resoconto dell’andirivieni dalla toilette di un bar non cambierà i destini dell’umanità, né tantomeno la storia dell’arte. Ma per James Beckett (Harare, Zimbabwe, 1977, vive ad Amsterdam) la parola chiave è: ricerca. Scientifica ed estetica. Comunque e dappertutto. Come propellente, la voglia di tradurre in immagini concetti onnipresenti nel quotidiano, spesso difficili da visualizzare. Carenza cui l’artista sopperisce, naturalmente, a modo suo: curioso, stravagante e tecnicamente smanioso. Rielaborando tesi, grafici, tabelle. Mantenendo un’estesa e multidisciplinare rete di contatti con colleghi, studiosi e musicisti di pregio (questi ultimi, in particolare, per coltivare e approfondire gli interessi nel campo della composizione: attualmente è coinvolto nel progetto che riprodurrà il generatore di rumori di Luigi Russolo). Insomma, sperimentando, ma senza pretese epistemologiche. Semmai, con una verve “patafisica” e un’applicazione utilitaria, meccanica più che tecnologica, costruendo ex novo o ricostruendo macchine che non servono a niente, se non a fare scena. Cioè a fare mostra.
Aggeggi macroscopici ma assolutamente inutili, discrepanza rafforzativa di un presupposto concettuale polemicamente ironico. Ispiratore del grande plotter che, collegato a due sensori piazzati sulle porte rispettivamente di bagno e cucina del bar attiguo alla galleria, ne registra gli ingressi, imprimendoli in tempo reale, tramite forature su un rullo di carta, in una successione ritmica che diventa misura temporale.

Una bizzarria pure le “normalissime” cravatte, confezionate con un tartan disegnato e tessuto ad hoc (con tanto di certificato, nonostante il non canonico accostamento tra bianco e verde), che abbina dato privato (l’omaggio alle proprie radici scozzesi) a erudizione: lo spunto è dato infatti dagli esperimenti dell’anatomopatologo William Beaumont, che perfezionò i propri studi di fisiologia gastrica osservando i processi digestivi direttamente dallo squarcio aperto nello stomaco di un soldato ferito. Un macabro reality clinico, rievocato per confezionare un accessorio di lusso che, guarda caso, poggia proprio sulla parte lesa! Il sarcasmo per colpire un progresso specioso e lucroso, opponendogli uno scientismo passatista e paradossale, a dimostrazione di come indagini diagnostiche e analisi di mercato si equivalgano.

Allora i dati di test e rilievi effettuati su ponti, fuochi e bambini vengono sfruttati non per costruire e produrre, ma per disegnare skylines cupi e suggestivi. Paesaggi partoriti da un fare intellettualmente attivo, ma aristocraticamente improduttivo. Anche perché, se la scienza serve a poco, figuriamoci l’arte.

anita pepe
mostra visitata il 2 febbraio 2007


James Beckett – Living registration.
T293. Piazza Giovanni Amendola 4, 80121 (quartiere Chiaia). Ingresso libero – dal mar al sab 11-13 e 15-19. Per info: +39 081295882 (info), +39 0812142210 (fax); info@t293.itwww.t293.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Le mostre da non perdere a maggio: speciale Venezia

L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, a Venezia: ecco la nostra selezione…

3 Maggio 2026 16:55
  • Arte contemporanea

La luce protagonista della decima edizione di PARMA 360 Festival della Creatività Contemporanea

Un percorso diffuso tra mostre e installazioni che attraversa la città e mette al centro nuove forme di espressione artistica,…

3 Maggio 2026 16:00
  • Musei

Ayato Takemoto racconta i musei di Kyoto, dove la cultura incontra la natura

Ayato Takemoto è Deputy Director del Fukuda Art Museum e del SAMAC di Kyoto, due musei in cui le collezioni…

3 Maggio 2026 11:30
  • Fotografia

Other Identity #202, altre forme di identità culturali e pubbliche: Loredana Denicola

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

3 Maggio 2026 9:30
  • Musei

Un’emersione identitaria: il MUSE presenta il Piano Strategico 2026-2028

Non un semplice documento di programmazione, ma una presa di posizione sul ruolo contemporaneo dell’istituzione museale. Con il primo Piano…

3 Maggio 2026 0:59
  • Arte contemporanea

Arne Quinze porta pittura e ceramica nella natura dell’Appennino Pistoiese

"I'm a Gardener" è la nuova mostra di OCA – Oasy Contemporary Art and Architecture, fino al 1° novembre 2026:…

2 Maggio 2026 18:00