Categorie: napoli

fino al 24.VII.2005 | Nell’occhio di Escher | Napoli, Castel Sant’Elmo

di - 6 Luglio 2005

Fiammingo nella descrizione degli ambienti, tedesco nella durezza della matita, vangoghiano nella fisionomia spiritata, melanconico come un alchimista del Rinascimento, amatissimo dal pubblico e dall’editoria. Eppure Maurits Cornelis Escher (1898-1972) pare aver sofferto per qualche tempo di un certo ostracismo museale, quasi le sue opere fossero destinate al confino delle bizzarrie d’autore, capricci d’una “sorella minore” della pittura qual è ancor oggi considerata la grafica. Ma non è finalizzata ad una superflua riabilitazione del genere né ad un altrettanto pleonastico sdoganamento dell’autore la retrospettiva che, dopo il successo di Musei Capitolini, si trasferisce a Castel Sant’Elmo per raccontare in quattro capitoli vita e opere dell’olandese disegnante.
Manifesto del primo, veloce riepilogo della sua attività, le Mani che disegnano sintetizzano un pensiero decisamente più complesso di quanto potrebbe far supporre la sua fortuna “commerciale”: un modus che, rasentando l’arcana sapienza che aveva affascinato i predecessori più affini per estetica e temperie culturale, ovvero gli incisori centro e nordeuropei, procede con un carattere ossessivo e rituale, inteso alla stregua di un processo di sublimazione interiore, ulteriormente affinato dalla propensione demiurgica alla ri-creazione di un cosmo ordinato more geometrico.
Razionale e limitato, l’infinito dell’artista si restringe nell’orizzonte dei paesaggi, protagonisti della seconda sala, ove l’accento è posto sul ruolo dell’Italia nella sua biografia umana e professionale. Cosa sarebbe stato Escher senza il Belpaese? Qui egli visse, amò (fu a Ravello che, inebriato dai profumi e dalla luce della Costiera, s’infiammò per Jetta Umiker, che sarebbe diventata sua moglie) e, soprattutto, viaggiò. Ma il suo non fu il solito Grand Tour dei forestieri agiati, quanto un vagabondaggio in realtà minime e isolate, non ancora contaminate dalla “civiltà”. Alle antiche rovine e alle cattedrali fastose il neerlandese preferì i dedali di casette e viuzze arroccati su cocuzzoli di colline, e perfino la monumentale Roma dei Papi, in cui pure visse a lungo, lo interessò solo al calar delle tenebre. Appunto all’Urbe sono dedicate le superbe incisioni della terza tranche, in cui l’illuminazione s’affievolisce per mostrare adeguatamente gli scorci notturni, in cui i più poetici appaiono i mattoni e il travertino che vibrano per la luce fioca e i cambiamenti di corpo e orientamento del tratto decisi dal maestro.
Venuta meno l’Italia per motivi politici, pare si perda anche l’ispirazione. Il figlio dell’ingegnere trova allora conforto nella matematica e nell’ottica, cominciando a partorire le “stravaganze” che lo hanno reso celebre e sulle quali, alla fine del percorso, il pubblico si sofferma più volentieri. Curiosità in punta di lapis e bulino, giochi a rimpiattino col punto di vista e incastri in cui ordine e disordine precipitano l’uno nell’altro, in perpetua metamorfosi e dissolvenza.
Una monografica per tutte le età grazie anche all’approccio didattico, con esempi degli strumenti da stampa dell’epoca e un filmato introduttivo in cui, tra le pieghe dell’utile infarinatura preliminare, si scopre anche… una curiosa similitudine. Vi dice qualcosa un certo Zeno Cosini?

articoli correlati
La mostra di Escher a Roma

anita pepe
mostra visitata il 20 maggio 2005


fino al 24.VII.2005 – Nell’occhio di Escher
Napoli, Castel Sant’Elmo, via Tito Angelini 20. Orari: tutti i giorni dalle 10 alle 19. chiuso il mercoledì. Informazioni: 848.800.288. Prezzi: ingresso mostra/castello 6 euro. Ridotto mostra/castello: 3 euro.


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Donne che escono dai muri. Marina Lubrano in mostra ad Alveare Culturale

Fino al 27 marzo Alveare Culturale, spazio milanese in continua trasformazione, ospita la mostra “Donne che escono dai muri”, personale…

16 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

A Milano Lia Rumma dedica un’ampia mostra agli ultimi lavori di William Kentridge

È in corso alla Galleria Lia Rumma di Milano Sharpen Your Philosophy: con un corpus di opere recenti tra sculture,…

15 Marzo 2026 18:00
  • Arte contemporanea

Nelle opere di Iain Andrews il colore diventa cura

Alla Galleria Gaburro di Milano, fino al 30 maggio 2026, va in mostra la prima personale italiana di Iain Andrews,…

15 Marzo 2026 16:00
  • Personaggi

Addio a Carlo Frittelli, morto il gallerista che portò il contemporaneo a Firenze

È morto a Firenze a 91 anni Carlo Frittelli, gallerista e collezionista, fondatore con il figlio Simone di Frittelli Arte…

15 Marzo 2026 12:14
  • Arte contemporanea

Rituali e identità queer alla Biennale 2026: il progetto di Bugarin + Castle per la Scozia

Un corteo tra storia e cultura pop: Shame Parade di Bugarin + Castle ripensa i rituali di vergogna collettiva nella…

15 Marzo 2026 10:30
  • Arte contemporanea

Bottoni come opere d’arte: quando un dettaglio di sartoria diventa linguaggio visivo

La mostra "SUMIE x KAWA" alla galleria Numero 51, a Milano, diventa un pretesto per ripercorrere il lungo legame tra…

15 Marzo 2026 10:00