Categorie: napoli

fino al 29.VI.2007 | Nicola Toffolini | Napoli, NOTgallery

di - 8 Giugno 2007

Minuzioso come un miniatore, rigoroso come uno scienziato, Nicola Toffolini (Udine, 1975; vive a Coseano) debutta a Napoli con una mostra volutamente “anomala”, per concezione, impostazione e finalità. Banale ricondurre all’unica formula dell’antologica le foto e i rendering schierati all’ingresso in rigoroso ordine cronologico, i tre video in loop, le moleskine fittamente istoriate e i dieci anni di carriera pregressa. “Molto più antologica”, per ammissione stessa dell’artista, appare in confronto la sua recente personale romana da LipanjePuntin, poiché stavolta la celebrata ossatura del suo lavoro, ovvero i disegni, è stata trattata alla stregua di uno “scheletro nell’armadio”. Un armadio dal quale Toffolini ha recuperato innanzitutto i taccuini, preziosi compagni e testimoni di un viaggio “coerente” alla fine del quale, anziché riposarsi, ha voluto testare nuove modalità espositive, ormai sollevato dall’affanno di dover “legittimare” il proprio operato. Via libera, dunque, all’esperimento di una mostra-non-mostra documentativa ma anticonvenzionale, a partire dall’allestimento. I calepini se ne stanno infatti distesi su un tavolo, illuminati da neon piazzati a disturbante altezza d’uomo, in un’atmosfera tra il laboratorio clinico e la sala operatoria. Per giunta, i delicatissimi quadernetti possono essere sfogliati solo dopo aver indossato gli appositi guanti in lattice. Un preparato asettico, freddo, tagliente, in linea col nevrotico perfezionismo del friulano e col suo ideale di purezza come strategia comunicativa.

Ma attenzione a lodarne con troppa enfasi il virtuosismo grafico. Che è indiscutibile, ma non è tutto. In primo luogo, perché non è vacuo sfoggio di bravura, ma espressione di un talento che il trentaduenne si è “ritrovato senza doverlo conquistare”, accettando con un vago senso di colpa e tenendo a lungo nascosta questa dote “anacronistica”. In seconda istanza perché un’attenzione eccessiva al dato estetico risulta fuorviante rispetto ad un modus non finalizzato alla scaltra definizione di uno stile, ma imperniato su un progettare non necessariamente finalizzato alla realizzazione, quanto inteso come momento creativo autonomo e appagante in sé (e in ciò si cela il “tradimento” del “fare” ironicamente enunciato dal titolo).
Un solo-show che diventa così esso stesso progetto, opportunità per “far prevalere la dinamica del processo e lasciar emergere una prassi che continua a transitare fra varie discipline”, come design, architettura, ingegneria, botanica, geologia e arti visive tout court. Una fervida, meticolosa ed eclettica programmazione in itinere, che tra gli intenti per il futuro annovera quello di “lavorare più seriamente sul disegno” (sic!). Prova che Toffolini non cerca i facili battimani, ma desidera soprattutto “essere provocato, messo in discussione.

Mi spaventa sempre l’idea di consolidare il mio lavoro. Se quello che faccio non mi mette in crisi, non mi soddisfa”
. Dichiarazione saturnina, “rinascimentale”, forse un po’ retorica, ma rara e rimarchevole, in una pletora di divi e semidivi che, quasi sempre, persegue l’obiettivo diametralmente opposto.

articoli correlati
Toffolini in mostra a Roma
L’artista a Villa Manin
Intervista all’artista

anita pepe
mostra visitata il 23 maggio 2007


dal 23 maggio al 29 giugno 2007
Nicola Toffolini – Tradire il fare – a cura di Francesca Boenzi.
Napoli, NOTgallery, piazza Trieste e Trento 48, 80132 (quartiere Chiaia). Orari: dal martedì al sabato dalle 16 alle 20 e su appuntamento – Info: 0810607028. www.notgallery.cominfo@notgallery.com – Difficilmente accessibile ai disabili. Ingresso libero


[exibart]


Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Il femminile come atto politico: due nuovi progetti al MACRO di Roma

La retrospettiva dedicata a Miriam Cahn e la collettiva con le vincitrici del Premio Paul Thorel inaugurano la stagione estiva…

13 Giugno 2026 16:05
  • Fotografia

Al Festival Cortona On The Move vediamo l’Italia da infinite prospettive diverse

Il festival Cortona On The Move ci racconta l’Italia attraverso la lente di molti sguardi: un album di più di…

13 Giugno 2026 13:30
  • Arte contemporanea

Numero Cromatico vince il Visions Prize 2026 con un progetto tra arte e neuroscienze

Il collettivo Numero Cromatico si aggiudica il Visions Prize 2026, menzione speciale ad Andrea Bolognino e presentazione a Napoli, durante…

13 Giugno 2026 12:30
  • Attualità

I lavoratori del Museo Reina Sofía di Madrid scioperano contro il precariato

Non solo in Italia, anche in Spagna la cultura si agita: lo sciopero a tempo indeterminato proclamato dai lavoratori del…

13 Giugno 2026 11:30
  • Mostre

Ironia e paradossi di Daniele Sigalot in mostra al Gallery Hotel Art di Firenze

Please Take This Seriously: al Gallery Hotel Art di Firenze ritorna l'arte contemporanea, con la mostra di Daniele Sigalot: post-it…

13 Giugno 2026 10:30
  • Beni culturali

Affreschi nascosti riemergono a Casa Leopardi: la scoperta nella Biblioteca di Recanati

Dopo due anni di restauri, la Biblioteca di Casa Leopardi a Recanati apre la Sala degli Antichi e riporta alla…

13 Giugno 2026 9:30