Il giorno dell’inaugurazione Albert Oehlen osservava i visitatori della sua mostra silenzioso e in disparte, come se non stessero ammirando i suoi lavori. Forse per timidezza, forse per la differenza linguistica, anche alle domande che gli erano rivolte rispondeva con brevi parole: precise, puntuali, ma pur sempre brevi. Non si poteva far a meno di costatare un contrasto così netto tra il suo carattere mite ed introverso e la violenza visiva dei suoi quadri.
Le opere in mostra sono dipinti realizzati tradizionalmente con olio su tela, tuttavia le energiche azioni esercitate col colore sulla superficie — pennellate, macchie, spruzzi, segni, colpi, dripping — rendono questi lavori il frutto di una realtà metropolitana violenta e alienante, in cui dietro la maschera di ogni uomo perbene si nasconde uno spirito insofferente alla massa. I lavori di Albert Oehlen, infatti, celano una profonda riflessione sull’Action painting, sulla pittura CO.BR.A e sul graffitismo americano; tutti fenomeni questi che, nati nelle realtà metropolitane americane o europee, si sono imposti alla società occidentale come metodi attraverso i quali era possibile manifestare, con la violenza dei gesti e l’applicazione caotica o esplosiva dei colori, la propria avversità nei confronti dell’omologazione urbana.
La rappresentazione informale si ripresenta con nuovo vigore nei lavori d’arte contemporanea. Tuttavia, dopo essere stato catturato dalla moda, dopo aver rivoluzionato l’arredamento e la tradizione dei fumetti di tutto il mondo, dopo che lo scarabocchio, la macchia, il segno e lo strappo sono diventati simboli molto diffusi e comprensibili d’espressione, l’informale può ancora apparire come un fenomeno di resistenza esistenziale?
Chi scrive confessa di non saper rispondere a questa domanda. Ci si limiterà a costatare in che modo questa riapparizione dell’informale gestuale ha portato con sé l’inevitabile testimonianza di tutto il cammino percorso attraverso le forme diffuse di rappresentazione visiva.
Marco Izzolino
Fino al 28 Giugno, a Palazzo Ca’ Tron, tra le pieghe di una Venezia autentica, prende corpo un organo memoriale…
La splendida Casa Jorn laboratorio del contemporaneo: la mostra di Luca Trevisani mette in dialogo impronte preistoriche, ceramica e rituali…
Tra i protagonisti delle aste italiane della stagione, anche un Old Master messo in vendita da Pandolfini. Appena riscoperto, era…
A Milano, il lancio del volume FAITH e una mostra dedicata alle nuove sculture di Ahuva Zeloof, nate da pietre…
Lo storico spazio fondato negli anni Ottanta inaugura un nuovo corso con una mostra che indaga il concetto di soglia…
È giallo sulla morte di una delle voci più taglienti del sistema dell’arte internazionale. Il suo corpo è stato ritrovato…