Categorie: napoli

fino al 30.XI.2005 | Alfredo Maiorino – Il cielo capovolto | Napoli, Castel dell’Ovo

di - 22 Novembre 2005

Alfredo Maiorino (Nocera Inferiore, Salerno, 1966) è noto per il rigore dei suoi lavori. Intorno alla raffigurazione di una ciotola, simbolo dell’uomo e della sua capacità di raccogliere; e di un pesce, simbolo della fertilità e della cristianità, l’artista salernitano è riuscito a costruire un universo affascinante, misterioso e rarefatto.
Nella mostra Il cielo capovolto Maiorino tenta un doppio salto: il passaggio da un interno, titolo e tema di tanti suoi lavori, all’infinito della volta celeste; e dai confini della pittura a quelli dell’installazione ambientale. Un doppio passaggio che, in entrambi i casi, non convince.
Nell’installazione della prima sala, due grosse tavole circolari, divise a loro volta in due semicerchi, rappresentano la volta celeste in fase diurna e notturna. La linea d’unione dei due semicerchi è sottolineata da un ellissi che rimanda all’eclittica, la traiettoria che il sole, nel suo moto apparente, descrive intorno alla terra. Ma anche alla linea di congiunzione di due ciotole che si accostano formando una sfera. La rappresentazione delle stelle alterna piccole gocce di pittura bianca a boccioli di rose, che si ritrovano anche fisicamente presenti sul pavimento, cosparso di pigmento nero e azzurro. Le rose fanno la loro comparsa nell’universo simbolico di Maiorino come raffigurazione della caducità e della femminilità, ma, anche qui, sembrano spostare l’accento verso un romanticismo tutto sommato estraneo al lavoro dell’artista.
I lavori pittorici su tavola, nella seconda delle due sale, sorprendono invece per la maestria tecnica, per quell’uso del colore che, velando e ri-velando, arriva ad immagini che sembrano apparizioni oniriche. Una tecnica antica, fatta di preparazione a gesso e tempera, con un tocco di moderno dato dall’utilizzo del pastello per le figure definite e dell’acrilico per le velature, con l’esclusione dell’olio per evitare eccessive brillantezze. Una riflessione attenta sulla pittura che dovrebbe evitare tentazioni di falsi rinnovamenti in terreni estranei al proprio e mediante l’utilizzo di simbolismi fin troppo semplici.

giovanna procaccini
mostra visitata il 5 novembre 2005


fino al 30.XI.2005 – Alfredo Maiorino – Il cielo capovolto
Castel dell’Ovo, Borgo marinari- Napoli
info tel. 081 240055 – ingresso gratuito
Lunedì/sabato ore 9.00 – 18.00, domenica e festivi 10.00 – 14.00 – Mostra patrocinata dal Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura e dalla Provincia di Salerno. A cura dello Studio Trisorio. Catalogo Electa Napoli, 30.00 euro


[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Coniglio, simbolo pasquale e icona pop

Secondo Herman Hesse, «dove animali più nobili si estinguono, vince il coniglio, che non ha pretese, vive contento e continua a riprodursi all’infinito».…

5 Aprile 2026 0:02
  • Arte contemporanea

In una galleria di Roma Pedro Torres ha trasformato le onde gravitazionali in esperienza poetica e sensoriale

A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…

4 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quattro artisti contemporanei rileggono La Crocifissione di Hans Memling

In rapporto alle opere Matteo Fato, Stefano Arienti, Julia Krahn e Danilo Sciorilli prodotte appositamente, il Museo Diocesano di Milano…

4 Aprile 2026 14:30
  • Mostre

Nel mondo di Tina Dion, dove l’immagine porta le tracce del rimosso

L’artista irano-americana Tina Dion porta la pittura figurativa in un territorio fluido e ricco di simboli, dall'identità femminile alla diaspora:…

4 Aprile 2026 12:30
  • Danza

McGregor, Maillot, Naharin: tre visioni della danza contemporanea alla Scala

Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…

4 Aprile 2026 11:30
  • Mostre

Giochi di parole, scambi di paesaggi: Barry e Rubsamen in mostra alla Galleria Artiaco

La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…

4 Aprile 2026 10:30