Categorie: napoli

fino al 31.XII.2010 | La pittura pompeiana | Napoli, Mann

di - 25 Settembre 2009
Parola d’ordine: semplicità. Del resto, come e perché stravolgere un glorioso edificio storico? Perché inseguire i prodigi dell’architettura, quando si possiedono i miracoli dell’archeologia? Infine, perché investire su uno show a enne zeri, quando si annaspa per l’ordinaria amministrazione? Il Museo Archeologico è, da anni, un cantiere. Oggi tocca a una sezione, domani a un’altra (bronzi e marmi di Villa dei Papiri sono ormai allocati, in autunno toccherà alla Collezione Farnese). Spesso però ci s’imbatte nell’amara sorpresa di sale chiuse per lavori in corso, o per annosa carenza di personale. Come dire: le preoccupazioni vere qui sono altre.
Perciò non bisogna perdere di vista le finalità più urgenti. In primis, risistemare la collezione di affreschi vesuviani. Obiettivo raggiunto grazie a un imponente lavoro scientifico, che ha fruttato un monumentale volume e un nuovo allestimento per le pitture pompeiane (appellativo che “riassume” altresì i pezzi provenienti dagli scavi di Ercolano, Stabiae e Boscoreale).
Tesori da maneggiare con cautela e che ponevano, oltre agli ovvi problemi di conservazione, quelli dell’esposizione a un grande pubblico di non specialisti. Questioni risolte innanzitutto con una prima sala interamente dedicata alle tecniche e ai materiali e poi, lungo tutto il percorso, con pannelli didascalici generosi d’informazioni: chi vuol legger lieto sia, anche se si può esser già paghi di guardare le figure.
E che figure. Vien subito da chiedersi dove fosse finito il corpo nei secoli bui, come avesse fatto a rimanere stecchita per centinaia di anni quell’anatomia umana qui così morbidamente e naturalmente delineata, accarezzata da panneggi e definita da volumetrie. Idem per la prospettiva che, sebbene prevalentemente prestata all’ornamento, riesce comunque a colpire e sfondare, talvolta con soluzioni audaci.
Le “scoperte” si susseguono, tra gli ambienti e i cubicoli che si propongono soprattutto di offrire dei reperti una ricomposizione ricondotta al proprio contesto: arte non come piacere d’élite, ma parte integrante del quotidiano, dalle decorazioni architettoniche alle scenette piccanti, dalla mitologia ai ritratti, alle nature morte.
Va da sé che – come onestamente premesso dai curatori – non sono tutti capolavori, essendo i pittori romani perlopiù “esecutori”, copisti di modelli greci; ma è indubbio che tra questi documenti, pietre miliari per la codificazione degli stili nella pittura classica, allignino la bellezza e la creatività, trasparenti negli abbinamenti cromatici.

Fronte sul quale arrivano non poche sorprese. Dici Pompei e, automaticamente, vedi rosso: igneo, voluttuoso, profondamente “campano”. Ma, accanto, l’inaspettata freschezza dei verdi e degli azzurri irrompe dalla dominante ocra, intonata alle pareti, che regala alla “passeggiata” un impatto omogeneo e coerente.
Un restyling spartano, dunque, per filologia e pragmatismo. Una lectio magistralis umile e utile.


articoli correlati
Pompei, sempre meno misteri alla Villa dei Misteri

anita pepe
mostra visitata il 30 aprile 2009


dal 29 aprile 2009 al 31 dicembre 2010
La pittura pompeiana
a cura di Mariarosaria Borriello e Valeria Sampaolo
MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Piazza Museo Nazionale, 19 – 80135 Napoli
Orario: da mercoledì a lunedì ore 9-19.30
Ingresso: intero € 10; ridotto € 6,75
Catalogo Electa
Info: tel. +39 081440166; fax +39 081440013; www.archeona.arti.beniculturali.it

[exibart]

Visualizza commenti

  • ...ma da quando in qua il museo archeologico si chiama MANN? E basta con quest'ossessione degli acronimi! Soprattutto a Napoli ormai sta diventando una cosa ridicola (dopo il MADRE, attendo con impazienza il SORETA...).

Articoli recenti

  • Musei

Ayato Takemoto racconta i musei di Kyoto, dove la cultura incontra la natura

Ayato Takemoto è Deputy Director del Fukuda Art Museum e del SAMAC di Kyoto, due musei in cui le collezioni…

3 Maggio 2026 11:30
  • Fotografia

Other Identity #202, altre forme di identità culturali e pubbliche: Loredana Denicola

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

3 Maggio 2026 9:30
  • Musei

Un’emersione identitaria: il MUSE presenta il Piano Strategico 2026-2028

Non un semplice documento di programmazione, ma una presa di posizione sul ruolo contemporaneo dell’istituzione museale. Con il primo Piano…

3 Maggio 2026 0:59
  • Arte contemporanea

Arne Quinze porta pittura e ceramica nella natura dell’Appennino Pistoiese

"I'm a Gardener" è la nuova mostra di OCA – Oasy Contemporary Art and Architecture, fino al 1° novembre 2026:…

2 Maggio 2026 18:00
  • Mostre

Quattro artisti internazionali in mostra alla Fondazione Sandretto di Torino

Diego Marcon, Xin Liu, June Crespo e Lenz Geerk in quattro personali che esplorano ricerche radicalmente diverse, dalla narrazione fantastica…

2 Maggio 2026 16:00
  • Mercato

Tra sogno e realtà: l’arte moderna e contemporanea va in asta da Pandolfini

I fiori amorosi di Chagall, il tempo sospeso di Donghi, la vita collettiva di Guttuso. Sguardo in anteprima ai top…

2 Maggio 2026 13:35