L’iniziativa “Progetti d’artista per il castello”, inaugurata nel dicembre 2002 con l’istallazione Madre Patria di Bruna Esposito, prosegue con la personale CV curriculum vitae di Eugenio Giliberti.
La mostra, curata da Angela Tecce, ha come cardine la sala centrale della Piazza d’Armi del castello e si snoda lungo il camminamento degli spalti, dove sono interessate due antiche garitte di avvistamento.
La grande sala, è stata rivestita da una miriade di piccole zanzare, disegnate a matita e dipinte ad acquarello, disposte a quinconce. In questa sala sono disposte due sculture:
Nella prima garitta di avvistamento un sostegno di un’antenna militare, invadente e voluminosa, quasi impedisce l’ingresso; anche questo elemento è stato lavorato ad encausto. La tecnica dell’encausto è una sperimentazione, condotta da Giliberti dall’inizio degli anni ’90 attraverso la lunga serie delle “monocromie”. L’uso dell’encausto è ottenuto con cera sciolta con solventi e pigmenti industriali, con l’aggiunta di una percentuale di flatting che nelle stratificazioni successive rende la superficie riflettente.
Il singolare titolo della mostra, “CV”, che potrebbe far pensare ad una antologica, è invece la testimonianza della tecnica che attraversa l’opera di questo artista nel tempo, e quindi un tributo fedele al proprio modo di fare arte.
Ultimo segno di Giliberti è un’animazione tridimensionale di zanzare di cera e metallo nel pozzo, dove una lampada stroboscopia dà l’effetto di movimento all’insetto.
carolina guadagni
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ZzZzZzZzZzZzZzZZ....zanzare...l'icubo di quest'estate torrida....aiuto!!!!
Caro Eugenio, scopro hai fatto 'sta carriera. Complimenti.
Ciao, Nunzio
(glorioso 7° liceo scientifico quinta F: si ricorderà mai da lassù? Boh!)