In cima alle scale, nel grande corridoio-sala dell ‘Institut français ‘Le Grenoble’ di Napoli, è allestita ”Col treno’‘: l’ultima creazione del francese Bernard Plossu.
La mostra, curata da Laetitia Talbot, si compone di 60 fotografie: ”miniature” (stampe a contatto, quindi di piccola dimensione) e fotogrammi di medio formato, in bianco e nero, tutte scattate dal treno durante la lunga traversata della nostra penisola: dalla solare Sicilia alla nebbiosa Milano.
Bernard Plossu , nato nel Vietnam del sud nel 1945, vive e lavora a La Ciotat, città dove i fratelli Lumiere girarono uno dei loro primi film. Ha fatto le sue prime fotografie a 13 anni, con un apparecchio Brownie Flash, durante un viaggio nel deserto del Sahara con suo padre.
Adolescente, a Parigi, passava il suo tempo in Cineteca addestrando lo sguardo. Dall’età’ di 20 anni, Plossu ha girato il mondo: il Chiapas, ad esempio, regalandoci immagini diventate leggendarie e raggruppate in un libro
“Col treno” è una sperimentazione, foto tecnicamente difficili. Fotografie da un in treno in corsa; detto così sembra l’antitesi di una fotografia, che è staticità per antonomasia, che ha i suoi tempi di esposizione, l’inquadratura del soggetto.
Quanti di noi sono attratti da quel rettangolo sul mondo che è un finestrino. Mentre il treno sfila sui binari, mentre sentiamo il rumore caratteristico del suo andare. Sono foto che scandiscono lo spazio e il ritmo del viaggio, qualche paesaggio mosso, inquadrature sbilenche, l’arrivo in stazione, e scorci di periferia, il nostro mare, le grandi città, altri treni: un film del viaggio, fotogramma per fotogramma. Ma anche un omaggio all’Italia e ai pittori italiani: Carrà, Sironi, de Chirico, Morandi ai quali Plossu si ispira per una diversa visione del paesaggio. Il progetto si completa con il catalogo, che affianca alle foto un testo dello scrittore Jean-Christophe Bailly, da tempo conoscitore del lavoro di Bernard.
articoli correlati
Plossu alla Settima edizione di Modena per la fotografia
carolina guadagni
Partita dall'ecosistema unico delle Azzorre, la ricerca di Silvia Mariotti è in mostra a villa Rivafiorita, a Fermo: tra fotografia,…
Cosa resta di una performance? A porre la domanda, e a darne la risposta, è la stessa direttrice Elsa Barbieri,…
Alla Fondazione Sassi di Matera, una mostra mette in dialogo Salvador Dalí e Alessandro Valeri: due Visioni del Mediterraneo, tra…
Durante la settimana inaugurale della Biennale di Venezia, la camera dell'Hotel Metropole dove Freud scrisse L'interpretazione dei sogni ospiterà una…
Con un progetto pop up di dieci giorni, Spazio Morgagni porta Man Ray in un caratteristico barbiere milanese degli anni…
A cosa pensiamo quando parliamo di “smart agriculture”? L’indagine dell’artista cinese esplora i cambiamenti in atto nel rapporto tra lavoro…
Visualizza commenti
Quale il nome dell'autore di questo bell'articolo?