Nella sala Leopardi, della Biblioteca Nazionale di Napoli, è in mostra il libro illustrato dell’età del vice-regno spagnolo (1503-1707).
Dopo le nazionali di Roma e Firenze, quella napoletana, ospitata nell’ala nord di Palazzo Reale è la maggiore Biblioteca italiana. Un patrimonio di circa 1.800.000 volumi. L’importanza le è conferita dalla raccolta di manoscritti rari, ma soprattutto dai papiri ercolanesi, rotoli carbonizzati e sepolti dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., dagli autografi di San Tommaso d’Aquino, Torquato Tasso e di Leopardi. Con una parte di questa ricchezza è allestita la mostra Leggere per immagini. Realizzata da una équipe guidata da Paola Zitto, offre un’idea precisa della preziosa attività editoriale a Napoli. L’itinerario espositivo percorre l’arco di oltre due secoli, documenta la tipologia del libro illustrato attraverso l’evoluzione delle tecniche dell’arte grafica. Come nel manoscritto, la stampa riafferma il complicato rapporto tra la parola e la figura. Vario il formato delle immagini, dal riquadro di pochi centimetri ad ampie tavole che debbono essere ripiegate più volte. Stampe che rispecchiano la fisionomia della capitale del vice-regno: paesaggi, monumenti, ritratti dei notabili dell’epoca con la loro genealogia e i loro blasoni.
La più particolare e curiosa delle incisioni in mostra è
Tra le stampe in mostra ci sono firme prestigiose: da Baratta a Perrey, da Pesche a De Grado ai dal Po. Opere che testimoniano il passaggio sempre più raffinato delle tecniche di stampa: dalla suggestiva xilografia all’acquaforte o al bulino. Napoli nel seicento era un crocevia di artisti, olandesi e fiamminghi, portatori delle nuove tecniche. La calcografia rivaleggiava apertamente con le opere dei pittori.
La mostra riesce davvero a dare uno spaccato della società del tempo, attraverso i libri di teologia, di giustizia, filosofia, ma anche dai veri e propri manuali sull’arte della guerra o dalle indicazioni sui passatempi del giovin signore. Agli antipodi sono le illustrazioni per i libri di narrativa e di teatro, frutto di fantasia; al contrario è evidente la scrupolosa attenzione al dettaglio dei manuali scientifici e di quelli geografici.
Un allestimento tecnico che agevola la visione delle opere e un contesto storico artistico, dato dall’ambiente architettonico circostante, che immette il fruitore in un viaggio temporale.
carolina guadagni
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