Categorie: napoli

fino all’1.VI.2009 | Ercolano | Napoli, Mann

di - 24 Novembre 2008
Stavano scavando un pozzo, e saltò fuori il Teatro. La scoperta di Ercolano fu un caso. Che scosse l’Europa. Al punto che i re di Napoli Carlo III di Borbone e sua moglie Maria Amalia, per cogliere prontamente i preziosi frutti delle campagne archeologiche avviate nel 1738, si fecero costruire una Reggia nella vicina Portici.
Da allora sono passati quasi tre secoli e la città annientata dall’eruzione del 79 d.C. continua a essere – finanziamenti permettendo (ma gli annunci ufficiali della Regione assicurano l’arrivo di trenta milioni di euro) – un pozzo senza fondo, se è vero che risale allo scorso anno il ritrovamento di un viluppo di materiali organici, tra cui un pezzo di tessuto. Rarità visibile per la prima volta in un percorso interamente dedicato alla “sorella minore”, ma più raffinata e colta, della plebea Pompei, che la leggenda voleva fondata direttamente dal semidio delle dodici fatiche.
Onesta e “popolare”, la mostra s’impone subito, fin dall’ingresso, per quantità. Purtroppo. Perché l’ansia di riconsegnare, dopo anni di desolazione e “mobilità”, il maestoso atrio dell’ex Palazzo degli Studi alla destinazione espositiva genera il meno auspicabile degli effetti: il sovraffollamento. Aumentato dalla riproposizione di una modalità usata per alcuni eventi precedenti nel Salone della Meridiana: quella dei pannelli separatori che, pur utili didatticamente, anziché valorizzare sacrificano bronzi e marmi, mescolati con un impatto visivo non sempre convincente in un allestimento compatto e “cunicolare”.
Dominato dai reperti di Villa dei Papiri è il nucleo centrale, intorno al quale, sotto i riflettori della ribalta, si articolano le gallerie “de viris illustribus” e delle divinità. Tra i potenti, effigi di imperatori e imperatrici rinvenute nel Teatro: figure loricate o eroicamente nude, ammantate di pepli e stole, che della loro curiosa sproporzione fanno un umano punto di forza, svelando la fallibile perfezione degli auctores. I toni – e le luci – si smorzano al primo piano, dove il breve corridoio dedicato ai morti senza nome conduce, superate scenografiche “barriere” di frange nere, sul trionfo della morte: scheletri disseminati nella melma pietrificata, a memoria di una fine orribile.
È chiaro che i pezzi forti sono al pianterreno. Dove tra erme, iscrizioni, pitture, bronzetti e meravigliosi bassorilievi dallo stile arcaizzante, soffocano capolavori custoditi nel museo, inediti (la splendida Demetra) o “disseppelliti” dal negletto Antiquarium nel sito di Ercolano (che, stando alle promesse, dovrebbe riaprire alla fine del 2009). Una monumentalità e una bellezza che avrebbero bisogno di ben altri spazi per “respirare” ma che, in ogni caso, mozzano il fiato.

Perché queste sculture, destate da un sonno impietrito di fango e lava, vivono. Bucando e sciogliendo i nostri coi loro occhi remoti. Chi dubiterebbe che i corridori dai corpi nervosi, seppur seminascosti dalle statue equestri del munifico patronus Nonio Balbo, non siano pronti a scattare? Chi si stupirebbe se le aggraziate coreute accennassero da un momento all’altro un passo di danza? Il miracolo delle antichità ercolanesi forse sta allora non tanto nella loro resurrezione, quanto in questa insondabile, commovente capacità di comunicare dal silenzio dei secoli.

articoli correlati
Pompei commissariata, ma Ercolano si raddoppia con un Museo Virtuale

anita pepe
mostra visitata il 15 ottobre 2008


dal 15 ottobre 2008 al primo giugno 2009
Ercolano. Tre secoli di scoperte
a cura di Maria Rosaria Borriello, Maria Paola Guidobaldi, Pietro Giovanni Guzzo
MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Piazza Museo Nazionale, 19 – 80135 Napoli
Orario: da mercoledì a lunedì ore 9-19.30
Ingresso: intero € 10; ridotto € 6,75
Catalogo Electa
Info: tel. +39 0812486112; fax +39 081440013; www.archeona.arti.beniculturali.it

[exibart]

Visualizza commenti

  • gentilissima sig.ra a. pepe ho avuto modo di visitare questa mostra trovandola di ottimo livello e ben presentata, del resto le opere presenti testimoniano un passato di gran fascino! mi è piaciuto come lei ha presentato questo evento con penna felice e solo apparentemente semplice, con stima
    r.m.

Articoli recenti

  • Mostre

CLAIR-OBSCUR. Scrivere nell’oscurità del presente. La mostra alla bourse de commerce – Pinault Collction a Parigi

Attraverso una selezione di un centinaio di opere della Collezione Pinault, tra cui per la prima volta alcune opere moderne,…

3 Maggio 2026 22:00
  • Mercato

Collezionisti in Costa Azzurra: è tutto dalla decima edizione di Art Monte-Carlo

Con 26 gallerie internazionali, la fiera boutique ha festeggiato il decimo anniversario. Tra nomi storici, new entries e la nuovissima…

3 Maggio 2026 20:00
  • Mostre

Le mostre da non perdere a maggio: speciale Venezia

L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, a Venezia: ecco la nostra selezione…

3 Maggio 2026 16:55
  • Arte contemporanea

La luce protagonista della decima edizione di PARMA 360 Festival della Creatività Contemporanea

Un percorso diffuso tra mostre e installazioni che attraversa la città e mette al centro nuove forme di espressione artistica,…

3 Maggio 2026 16:00
  • Musei

Ayato Takemoto racconta i musei di Kyoto, dove la cultura incontra la natura

Ayato Takemoto è Deputy Director del Fukuda Art Museum e del SAMAC di Kyoto, due musei in cui le collezioni…

3 Maggio 2026 11:30
  • Fotografia

Other Identity #202, altre forme di identità culturali e pubbliche: Loredana Denicola

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

3 Maggio 2026 9:30