Categorie: Opening

A Pesaro al via Popsophia 2022, dedicato al ‘Tempo ritrovato’. Le parole di Lucrezia Ercoli

di - 8 Luglio 2022

Lo scorrere del tempo, le lancette che inesorabili percorrono solo in avanti la propria strada, la nostalgia per il nostro passato che non può tornare sono al centro dell’edizione 2022 di Popsophia. Come tradizione il festival è abbinato ad un’immagine iconica che ne racconta le intenzioni: per questa edizione è “La memoria” del pittore surrealista Renè Magritte.

Dall’8 al 10 luglio a Pesaro, Capitale della cultura 2024, torna il festival della pop filosofia dedicato al tema del “Tempo ritrovato” nell’anniversario della morte di Marcel Proust, l’autore che più di chiunque altro ha raccontato i percorsi tortuosi della memoria. Ma il festival è del tempo ritrovato che vuole parlare, della voglia di tornare a vivere e di come, musica, serie tv, letteratura e filosofia, hanno raccontato il tempo e tutte le sue sfaccettature, da quelle emotive a quelle razionali, dalla fantascienza alla distopia. E per farlo la direttrice artistica Lucrezia Ercoli ha assoldato una schiera di intellettuali chiamati a misurarsi con questa nuova sfida. Tra gli ospiti ci saranno il critico e saggista Filippo La Porta, la scrittrice fantasy e conduttrice di Terza pagina Rai 5 Licia Troisi, i filosofi Riccardo Dal Ferro, Cesare Catà, Marcello Veneziani, Adriano Ercolani, Andrea Colamedici e Maura Gancitano e le scrittrici Igiaba Scego, Giulia Caminito, gli scrittori Matteo Cavezzali, Simone Regazzoni, Antonio Pascale, il giornalista Paolo Pagliaro, Carlo Cambi e il conduttore e critico musicale Carlo Massarini.

Oltre agli incontri con gli autori, l’appuntamento serale è con i philoshow, il format musicale e filosofico con la band Factory che eseguirà dal vivo brani intervallati da videoclip. Domenica la chiusura con un altro tributo dedicato a Lucio Dalla a dieci anni dalla morte (l’ingresso è gratuito, potete trovare il programma completo qui).

Ne abbiamo parlato con Lucrezia Ercoli, Direttrice artistica di Popsophia, nell’intervista qui sotto.

© Popsophia

Popsophia, si legge nel vostro sito web, “è l’unica associazione italiana dedicata alla pop-filosofia”. Potete ricordarci, in estrema sintesi, come si declina la vostra area di interesse?

«Popsophia è nata ormai 12 anni fa per rispondere ad una necessità: quella di trovare un linguaggio adatto ad indagare i fenomeni della cultura di massa. Dalle serie tv al cinema, dal fumetto alla moda, questi settori iniziavano a diventare di interesse filosofico e a contenere all’interno, a loro volta, linguaggi mutuati dalla filosofia. Stava nascendo una generazione di giovani pensatori che voleva studiare questi fenomeni approfonditamente e Popsophia è stata la calamita che ha attratto questi intellettuali dando loro una casa comune».
© Popsophia
Come è nata l’idea del festival, come il festival stesso è mutato negli anni e come si colloca oggi, a livello nazionale e internazionale?
«Il festival è nato come appuntamento annuale per i teorici della pop filosofia a livello nazionale e internazionale. Ma nel tempo – per continuare ad essere strumento di novità culturale – ha modificato il proprio impianto: non più solamente conferenze e presentazioni di libri, ma produzione di spettacoli e approfondimenti inediti. Abbiamo avvertito il bisogno di differenziarci dalle delle derive dell’offerta culturale festivaliera, spesso retorica e ripetitiva. Abbiamo creato un format unico, il philoshow, uno spettacolo filosofico-musicale in continuo mutamento che sperimenta varie forme mediali, usando video e montaggi. Il fil rouge è la musica live con l’ensemble Factory che esegue dal vivo brani sul tema filosofico scelto. Una specificità ci costringe a innovarci costantemente. Gli spettacoli, di volta in volta differenti e inediti in base ai pensatori invitati, hanno avuto un’eco espansiva arrivando in tournée in molti teatri italiani».
© Popsophia
L’edizione di quest’anno è intitolata “Tempo ritrovato”, in omaggio a Marcel Proust. Come è avvenuta la scelta del tema e in che modo viene legato alla contemporaneità?
«L’occasione del centenario dalla morte di Marcel Proust è stata uno stimolo per affrontare una riflessione sul tempo, da quello perduto a quello ritrovato. Una metafora dei nostri giorni: questo tempo doveva essere quello “ritrovato” dal post pandemia, invece incombe su di noi il ritorno degli spettri dei conflitti bellici. Un tempo di guerra e un tempo di speranza. Di questo parleremo con scrittori, artisti e filosofi».
© Popsophia
Il programma del festival è molto ricco, potete farci un paio di esempi di eventi di particolare rilievo?
«La tre giorni pesarese è divisa in appuntamenti pomeridiani dove gli ospiti saranno chiamati a rispondere, ciascuno per la sua specificità, a riflessioni sul tempo: da quello della scienza a quello della fantascienza, dal ruolo della memoria in letteratura a quello della nostalgia. Le serate invece saranno dedicate al format dei philoshow, spettacoli filosofico musicali dove il tema del festival viene declinato in un ideale passato, con il tempo ritrovato e la nostalgia, il presente nell’eterno ritorno della guerra fra angosce e strumenti filosofici e il futuro, dove, con un omaggio a Lucio Dalla proveremo a guardare con speranza all’anno che verrà».
© Popsophia

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