Categorie: Opening

Antonio Fraddosio, le tute, l’acciaio e l’Ilva

di - 30 Ottobre 2018
Storie di vite sospese tra inquinamento e malattie informano, ormai da tempo, la ricerca di molti artisti contemporanei. In questo ambito mi ha colpito, una manciata di anni fa, la performance intitolata “Dust Plan” di Brother Nut (all’anagrafe Wang Renzheng), un trentenne artista cinese che per alcuni mesi ha impiegato quattro ore delle sue giornate ad aspirare lo smog di Pechino, con un’aspirapolvere capace di risucchiare lo stesso quantitativo di aria respirata da 62 persone in un giorno. Con la polvere raccolta, e l’aggiunta di una piccola quantità di argilla, il giovane artista ha costruito un mattone, per dare una prova tangibile della gravità di una situazione non più ignorabile.
In questo alveo di ricerca e sensibilità, si colloca il progetto odierno di Antonio Fraddosio (Barletta, 1951) alla Galleria d’Arte Moderna di Roma dal titolo “Le tute e l’acciaio”, un’installazione etica – come è stata definita dai curatori Claudio Crescentini e Gabriele Simongini – nello specifico un monumento antiretorico dedicato agli operai dell’Ilva e alla città di Taranto, una denuncia universale contro tutte le situazioni in cui il diritto al lavoro si guadagna dando in cambio la propria salute, la propria vita.
Come, infatti, ha avuto modo di stigmatizzare Cristina Mastrandrea su osservatoriodiritti.it, mentre sul fronte del lavoro si fanno accordi sindacali con Arcelor Mittal, dal punto di vista ambientale – e dei conseguenti impatti sulla salute della popolazione locale – la questione Ilva resta aperta.
La netta presa di posizione di Fraddosio è anche quella di un uomo del sud, per di più pugliese di nascita, che ha visto con i propri occhi, tante volte nel corso degli anni, l’impressionante trasformazione di Taranto causata dall’impianto siderurgico dell’Ilva, il più grande d’Europa. Come scrive Gabriele Simongini, in catalogo, in questi sudari di ferro resta l’impronta di corpi umani sofferenti, c’è il senso della morte e della distruzione, ma sopravvive una sorta di speranza affidata all’arte, alle sue possibilità catartiche. Nelle lamiere, ciascuna diversa dall’altra, affiorano spesso i colori velenosi, mortali ispirati al manto di ruggine, alla polvere pesante, rossastra, dalle sfumature marroni e nere, che avvolge e soffoca la città colpendo soprattutto il rione Tamburi, a ridosso dell’Ilva. (Cesare Biasini Selvaggi)
INFO
Opening: ore 18.30
Antonio Fraddosio. Le tute e l’acciaio
dal 1 novembre 2018 al 3 marzo 2019
Galleria d’Arte Moderna di Roma
via Francesco Crispi, 24
orari: da martedì a domenica, ore 10.00-18.30. L’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura
museiincomune.it / galleriaartemodernaroma.it

Articoli recenti

  • Cinema

In “No Other Choice”, Park Chan-wook rimescola tutti i generi del cinema

É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…

18 Gennaio 2026 15:40
  • Arte contemporanea

Biennale 2026, il Padiglione Kosovo riapre una storica chiesa di Venezia

Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…

18 Gennaio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #188, altre forme di identità culturali e pubbliche: Idan Barazani

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

18 Gennaio 2026 9:30
  • Mostre

Luigi Voltolina a Venezia: la pittura come epifania

A Palazzetto Tito, fino al 15 febbraio 2026, la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica una mostra monografica a Luigi Voltolina,…

18 Gennaio 2026 0:02
  • Moda

All’origine dello stile: il disegno di Giorgio Armani in mostra a Parma

All’Abbazia di Valserena, a Parma, una selezione di materiali d’archivio restituisce gli anni formativi del linguaggio di Giorgio Armani attraverso…

17 Gennaio 2026 19:25
  • Mercato

Il nuovo corso dell’arte digitale, tra mercato e istituzioni

Aste, fiere e musei: così Beeple, Tyler Hobbs e Larva Labs raccontano l’evoluzione dei nuovi media nel sistema dell’arte

17 Gennaio 2026 19:14