Categorie: Opening

Baruchello e l’Agricola Cornelia S.p.A.

di - 10 Dicembre 2018
A venti anni dalla nascita della Fondazione Baruchello, la mostra “Agricola Cornelia S.p.A.” presenta per la prima volta l’idea e gli esiti di uno dei lavori di Gianfranco Baruchello, allo stesso tempo un progetto artistico, economico, zootecnico e agricolo, divenuto poi la base ideale della Fondazione stessa. La mostra, allestita a Roma nella sede inaugurata due anni fa nel quartiere di Monteverde Vecchio, è a cura di Maria Alicata e Daniela Zanoletti, che abbiamo intervistato.
Possiamo sicuramente ritenere l’Agricola Cornelia S.p.A. uno dei lavori più significativi di Gianfranco Baruchello. In cosa consisteva e come si è evoluto, poi, nella Fondazione Baruchello?
«Agricola Cornelia S.p.A. è sicuramente uno dei progetti più importanti di Gianfranco Baruchello, realizzato dal 1973 al 1981. È stata una lunga azione poetica e politica della durata di otto anni, durante la quale Baruchello ha sottratto terre alla speculazione edilizia per restituirle alla loro naturale destinazione agricola, indagando i rapporti di lavoro legati alla terra, allevando animali ma, soprattutto, per innescare processi dell’immaginazione a partire da attività molto concrete. Arte, politica e vita confluirono in una lunga e totale azione che ripensava l’economia, a partire dal confronto tra valore d’uso e valore di scambio del prodotto agricolo e del prodotto artistico. Lui stesso parlava di tutto quello che sarebbe stato arte: arte come soddisfazione di bisogni primari, arte come utopia, azione politica e poetica allo stesso tempo».
A venti anni dalla nascita della Fondazione Baruchello, la mostra odierna Agricola Cornelia S.p.A. Qual è l’obiettivo di questo progetto?
«La mostra ha costituito un’occasione per riflettere e riproporre gli esiti di una lunga azione realizzata più di trent’anni fa negli stessi terreni dove, poi, nel 1998 è sorta la Fondazione. La Fondazione, che è nata dall’incontro di Gianfranco Baruchello con Carla Subrizi, continua a coltivare non più ortaggi o barbabietole, ma idee, ricerche e progetti con artisti soprattutto delle giovani generazioni. Quel progetto ecologico ante litteram, politico anche nel rifiuto del monumentalismo di tanta arte ambientale di allora, resta una radice su cui riflettere, per fare confronti, individuare le differenze che hanno animato allora Baruchello e che hanno animato, poi, la Fondazione». 
Ci potreste descrivere sinteticamente il percorso espositivo soffermandovi su qualche opera in particolare?
«Quando nel 1982 un giornalista chiese a Baruchello come sarebbe potuta essere una mostra dedicata al progetto dell’Agricola Cornelia S.p.A, lui rispose che l’unica forma possibile sarebbe stata quella di un grande archivio. A partire da questa riflessione il percorso espositivo all’interno degli spazi della Fondazione è un tentativo di restituire la complessità di questa lunga attività, attraverso una selezione che riunisce in modo non gerarchico opere su alluminio, tele, sculture, progetti, idee, insieme a fotocopie, fotografie di documentazione e progetti. Abbiamo voluto ridurre la distanza tra il processo creativo e l’opera finale, per restituire l’idea di processualità che sottintende a tutto il progetto dell’Agricola Cornelia S.p.A. Mettendo in evidenza non tanto il risultato finale, quanto il processo ideativo. La sintesi ideale dell’intero progetto si trova nei dettagli di un disegno su cartone di circa 30 per 50 centimetri del 1978, intitolato “Agricola Cornelia IV. Vue à vol d’oiseau de l’ensemble”; la descrizione di questo lavoro costituisce il lungo incipit del libro di Gianfranco Baruchello “How to Imagine”».
Nel mese di gennaio prossimo, seguirà una serie di incontri come ulteriore momento di riflessione per interrogare quanto fatto in questi venti anni e per capire cosa richiedano oggi l’epoca attuale e l’arte, e quanto esse si intreccino. Ci potete dare qualche anticipazione?
«Gli incontri e i seminari da sempre costituiscono una parte importante nelle attività della Fondazione per approfondire le tematiche affrontate e far nascere nuove idee o riflessioni. Per i vent’anni della Fondazione si incontreranno a Roma le persone che negli ultimi anni hanno dimostrato un forte interesse per questo esperimento, accanto agli artisti e a coloro che hanno partecipato a questi vent’anni di attività, lasciando uno spazio anche a quanti realizzeranno dei loro progetti nel corso del 2019. Tra questi: Gianfranco Maraniello, Javier Hontoria, Carola Bonfili, Luca Cerizza, Cesare Pietroiusti, Luca Vitone e altri ancora». (Cesare Biasini Selvaggi)
INFO
Opening: ore 19
Agricola Cornelia S.p.A
dal 12 dicembre 2018 all’8 febbraio 2019
Fondazione Baruchello
via del Vascello 35, Roma
orari: da lunedì a venerdì, dalle ore 16 alle 19
+39 06 580 9482 – fondazionebaruchello.com
Ingresso libero

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