Chen Zhen Jue Chang, Dancing Body â Drumming Mind (The Last Song), 2000 Installation view and performance, Pirelli HangarBicocca, Milan, 2020, PINAULT COLLECTION © ADAGP, Paris Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milan Photo: Francesco Margaroli
Da oggi al 21 febbraio 2021, Pirelli HangarBicocca presenta âShort-circuitsâ [cortocircuiti], la prima grande retrospettiva dedicata allâartista Chen Zhen (1955, Shanghai â 2000, Parigi) in Italia. Curata da Vicente TodolĂ, âShort-circuitsâ Ăš stata concepita come unâesplorazione immersiva nella pratica artistica di Chen Zen. I lavori presenti, disposti negli oltre 5mila metri quadrati delle Navate e del Cubo di Pirelli HangarBicocca, sono tra i piĂč significativi, realizzati tra il 1991 e il 2000.
La mostra riprende il concetto di fenomeno del cortocircuito, avanzato dallâartista stesso, ossia «Lo svelamento del significato recondito dellâopera dâarte nel momento in cui viene spostata dal contesto originale per cui era stata concepita in un luogo diverso». Chen Zhen va oltre il dialogo Occidente-Oriente, rendendo la contaminazione culturale e simbolica il proprio modus operandi artistico. La produzione di Chen Zhen, orientata verso lâinstallazione, riflette, infatti, il suo desiderio di trovare una sintesi visiva tra le contaminazioni provenienti dal suo Paese e dai luoghi del mondo con cui entra in contatto. Lâartista ha coniato il termine di transesperienze, termine che indica la combinazione profonda tra le diverse esperienze vissute, quando ci si sposta da un luogo ad un altro. Inoltre, nelle opere dellâartista â cresciuto in una famiglia di medici â emerge una particolare sensibilitĂ e attenzione rivolte al corpo umano, agli elementi che lo compongono.
Chen Zhen, scomparso nel 2000 a causa di una malattia autoimmune che permea tutto il suo lavoro, dichiarava: «Fare arte ha a che fare con il guardare se stessi, esaminare se stessi e come si vede il mondo».
In âShort-circuitsâ si affrontano questioni quali la globalizzazione, il consumismo, il superamento dellâegemonia dei valori occidentali e lâincontro tra culture diverse. Centrale per Chen Zhen Ăš la trasformazione della Cina in una societĂ capitalista. Il percorso espositivo inizia con Jue Chang, Dancing Body â Drumming Mind (The Last Song) (2000), unâinstallazione monumentale composta da numerose sedie e letti provenienti da diverse parti del mondo e ricoperti di pelli, a suonare come tamburi, e si chiude con il lavoro Jardin-Lavoir (2000), realizzata trasformando undici letti in vasche-tombe, ognuna delle quali carica oggetti quotidiani. Ingresso libero, accompagna la mostra un catalogo edito da Skira.
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