Categorie: Opening

Dan Rees da T293

di - 17 Dicembre 2018
Le opere di Dan Rees (Swansea, Regno Unito, 1982) si caricano di una doppia valenza: da una parte quel che può definirsi il principio del tumulto, che riprende il movimento e il dinamismo descritto nei suoi dipinti e nelle sue fotografie, dall’altra emerge una calma e mansueta armonia di colori, che si tramuta in toni più tenui e delicati, come fantasmi di un passato tuttora presente.
Il corpo principale della mostra consiste in un’inedita produzione di “Artex”, una tra le più note serie pittoriche dell’artista. Il nome riprende quello di una tecnica decorativa diffusasi nel Regno Unito negli anni ’70 e utilizzata per rivestire i soffitti delle case delle classi medie. Materiale economico e considerato obsoleto, diventa significante comune di una particolare demografia sociale che il cosiddetto “progresso” economico preclude. I dipinti di Rees indeboliscono questo significante rappresentando gli “Artex” sotto forma di dipinti a olio, consapevoli della propria funzione di oggetti di lusso volti ad abbellire le case dei collezionisti d’arte. I suoi dipinti sono modellati dall’ampio uso del colore, percepito come l’emergere di emozioni all’interno dell’opera. I colori si presentano sulle tele come delle ombre, cariche di passato e presente, evocando un cambio nel loro destino: da uso domestico nei soffitti delle vecchie case a oggetto di contemplazione nella galleria.
Ad accompagnare queste opere vi è una grande installazione di fotografie, “Falling Sky” (2018), concepita come una trasmigrazione del luogo dell’immaginazione: dal letto su cui ci si sdraia per fissare il soffitto si passa al prato su cui sdraiarsi a guardare il cielo. Sia “Falling Sky” che i dipinti “Artex” evocano il modo in cui l’immaginazione umana è in grado di permeare i suoi confini nella sua infinita ricerca di senso.
Il nuovo progetto di Dan Rees rappresenta una pausa di riflessione e una sottile critica del sistema in cui la vita spirituale degli oggetti si esaurisce. Il suo intento non è quello di sollevare il velo spirituale delle cose, piuttosto quello di cercare una rivelazione di sé nel riconoscere quegli stessi oggetti che prima erano celati.
INFO
Opening: ore 18
Dan Rees “Attachment”
dal 17 dicembre 2018 al 26 gennaio 2019
T293
via Ripense 6, Roma
orari: dal martedì al venerdì, dalle 12 alle 19
info@t293.it – +39 06 89825614

Articoli recenti

  • Mercato

C’è una delle sculture più famose di Henry Moore in vendita a Londra

Christie’s annuncia la scultura “King and Queen” tra i top lot di marzo, non era mai andata all'asta fino ad…

23 Febbraio 2026 20:04
  • Arte contemporanea

Albania, identità e finzione: il progetto di Genti Korini alla Biennale 2026

Il Padiglione Albania alla 61ma Biennale d'Arte di Venezia, in apertura a maggio 2026, presenterà una installazione video di Genti…

23 Febbraio 2026 18:56
  • Mostre

Il Barocco come progetto di potere: la storia di Bernini e i Barberini in una grande mostra a Roma

Fino al 14 giugno 2026 le sale di Palazzo Barberini ospitano la mostra Bernini e i Barberini: un’indagine sul rapporto…

23 Febbraio 2026 16:52
  • Attualità

Epstein files: gli attivisti espongono al Louvre la foto dell’ex principe Andrew

Blitz degli attivisti al Louvre di Parigi: nelle sale del museo viene esposta la fotografia dell’ex principe Andrew Mountbatten-Windsor subito…

23 Febbraio 2026 16:23
  • Mostre

Storia dell’arte e scacchi si incontrano nella sede parigina di Perrotin

Alla galleria Perrotin di Parigi, una mostra esplora la relazione tra arte e scacchi, rileggendo il gioco come dispositivo estetico…

23 Febbraio 2026 15:49
  • Progetti e iniziative

Undici artisti per raccontare l’opera: il progetto digitale di Schiavi e CRAMUM

Undici artisti, per raccontare i processi e i linguaggi della creatività: al via sui canali social di Schiavi e Cramum…

23 Febbraio 2026 12:27