Categorie: Opening

Il giorno di Cesare Tacchi

di - 6 Febbraio 2018
Sono molto lieto che finalmente sia giunto il turno anche di Cesare Tacchi (1940-2014) per una retrospettiva degna di questo nome (oggi l’inaugurazione, domani l’apertura al pubblico). D’altronde il gruppo di lavoro sceso in campo, a partire dalle curatrici, Daniela Lancioni e Ilaria Bernardi, l’Azienda Speciale Palaexpo-Palazzo delle Esposizioni e l’Archivio Cesare Tacchi, sono una garanzia. Un progetto espositivo che si preannuncia imponente, con oltre cento opere per ripercorrere le vicende di un artista che ha attraversato, spesso cavalcato, le tensioni intellettuali di oltre mezzo secolo. Ritratto dalla critica nel 1959 come “un giovane solitario silenzioso e castigato”, Tacchi non mutò con gli anni il suo temperamento. Fu proprio questo, forse, che gli permise di stanare le contraddizioni di alcuni aspetti cruciali della cultura visiva contemporanea e di intraprendere, senza proclami, nuove e imbattute strade. Ed è stato, tra gli altri, anche questo ad avergli fatto conseguire, in tempi recenti, un rinnovato “favor” da parte del mercato dell’arte. Certo, in questo caso un ruolo non secondario è stato prodotto dall’effetto trascinamento dell’effervescente stagione delle “Italian Sales” d’oltremanica, che ha catapultato gli anni Sessanta e Settanta delle arti visive italiane sulla tribuna di quelli che contano. Contribuendo, così, a risolvere un’iniqua, annosa sperequazione tra pari. Dovremo venire secondi ancora una volta dietro il mercato dell’arte anche per la riscoperta degli anni Ottanta, in primis quelli romani? Spero di no, anche perché, in questo caso, non si tratterebbe di una retrospettiva postuma per i più.
Ma torniamo al progetto odierno. Ad attendere il pubblico c’è un percorso ordinato cronologicamente nelle grandi sale del Palazzo delle Esposizioni intorno alla Rotonda. Dopo alcuni rari e poco conosciuti lavori degli esordi, è presentata la serie degli smalti su tela nei quali la “realtà dell’immagine”, cui erano puntati gli occhi di una generazione, è resa attraverso una serie di particolari o per rapide visioni che ignorano la distinzione tra interno ed esterno: dettagli di macchine da corsa o di vetture del servizio pubblico, figure e monumenti di Roma.
La mostra prosegue con i famosi dipinti estroflessi e imbottiti, le cosiddette “tappezzerie”. Poltrona gialla e Poltrona rossa del 1964 aprono la serie e permettono di individuare il fil rouge che lega molte di queste opere nelle quali Tacchi ha trasposto la sua originale visione – felice e disillusa allo stesso tempo – di un’umanità fatta di conoscenze amicali, di coppie felici, seduta in poltrona, sdraiata sui letti o sui prati: giovani che si distraggono, si predispongono al dono, sperimentano la possibilità di una perdita improduttiva capace di elargire uno stato di grazia e nobiltà. Accanto a queste tappezzerie, sono esposte quelle nelle quali l’artista ha elaborato le icone della storia dell’arte accostandole a immagini del presente come accade ne La primavera allegra della Collezione Maramotti di Reggio Emilia, tra i suoi lavori più impegnativi e noti.
In apparente continuità con le “tappezzerie” sono presentate le sculture in vilpelle realizzate intorno al 1967, che l’artista definiva “oggetto-quadri” nonostante rappresentassero la negazione di ogni funzione d’uso. Ma non voglio svelarvi oltre. Perché, riadattando una celebre frase, questa mostra “val bene una messa”. E, allora, buona visione. (Cesare Biasini Selvaggi)
In alto: Renato e poltrona, 1965, ph Salvatore Piermarini
In homepage: Sécrétaire, 1980
INFO
Opening: ore 18.30 (su invito)
Cesare Tacchi. Una retrospettiva
apertura al pubblico: dal 7 febbraio al 6 maggio 2018
Palazzo delle Esposizioni
via Nazionale 194, Roma
orari: Domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; lunedì chiuso
tel. 06 39967500 – www.palazzoesposizioni.it
biglietti: dal 7 al 25 febbraio 2018 intero € 10,00; ridotto € 8,00; scuole € 4,00 per studente; ragazzi dai 7 ai 18 anni € 6,00; bambini fino a 6 anni gratuito – dal 27 febbraio al 6 maggio 2018 con mostra Human+ intero € 12,50; ridotto € 10,00; scuole € 4,00 per studente ragazzi dai 7 ai 18 anni € 6,00; bambini fino a 6 anni gratuito

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