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Il “viaggio sentimentale” di Giosetta Fioroni

di - 6 Aprile 2018
Che sia il momento di Giosetta Fioroni (Roma, 1932) è fuor di dubbio. La crescita delle sue opere sul mercato interno è andata di pari passo con la riscoperta, anche internazionale, della pop art italiana, così come con la meritata, e probabilmente tardiva, attenzione nei suoi riguardi da parte delle istituzioni per l’arte italiana.
È il caso della mostra odierna con cui l’artista romana viene omaggiata dal Comune di Milano/Cultura, nelle sale del Museo del Novecento. A cura di Flavio Arensi ed Elettra Bottazzi, il progetto espositivo deve il suo icastico titolo “Viaggio sentimentale” alla canzone “Sentimental journey” portata al successo da Doris Day nel 1944, e che mette in evidenza tanto il lungo incedere creativo di Fioroni, quanto la sua volontà di raccontare, passo dopo passo, tutto quello che offre una “vita sentimentale”. Figura di riferimento della cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo a Roma, insieme a Franco Angeli, Mario Schifano, Tano Festa e tutti gli artisti che hanno animato la galleria La Tartaruga di Plinio de Martiis, la nostra artista ha sempre saputo muoversi a suo agio tra pittura, disegno, performance, video, teatro, ceramica e moda, intrecciando il fil rouge che cuce il suo lavoro alla sua vita.
Quelle di Giosetta Fioroni sono immagini decontestualizzate, riprodotte come dettaglio e frammento, attraversate da una resa pittorica vibrante ed espressiva. Le sue opere non erano concepite come un mezzo di contestazione, ma come un pretesto per fare pittura. Anche lei, come alcuni suoi colleghi d’avventura, è interessata a spostare l’accento dall’interna verso l’esterna oggettività delle cose, recuperando la superficie dell’opera come schermo su cui sovrapporre oggetti, segni o immagini dipinti, legati a una quotidianità che scopre nel consumo e nella pubblicità la nuova icona della bellezza.
Oltre 160 opere la raccontano da oggi a Milano. Da segnalare l’esposizione, per la prima volta nella sua interezza, dell’”Atlante di medicina legale” del 1975 che il grande critico Giuliano Briganti descrisse cosi: «Giosetta incontra i mostri del suo terrore,
la configurazione in immagini orrende e disperate di un’angoscia fino allora latente; quell’angoscia censurata dal momento tutto mentale degli “argenti”, quando Giosetta la racchiuse in una gelida prigione, ma senza speranza di eluderla, e che si stemperò poi in lievi vertigini sentimentali nel doloroso ma sorridente inseguimento dei piccoli e irrecuperabili beni personali, quando la coscienza si identificava col mondo fantastico degli elfi e dei coboldi nel sicuro rifugio del mito infantile […]». Questo schedario d’incidenti mortali per pratiche di autoerotismo, feticismo e omicidio, è l’altra faccia della medaglia che ha animato le favole e i teatrini. Sono, infatti, le cartelle degli orchi, degli sprovveduti, dei pazzi, o di altro impulso, che sul palcoscenico della normalità non trovano riscontro se non in un casellario di malattie. (Cesare Biasini Selvaggi)
In homepage e in alto: Giosetta Fioroni, Viaggio Sentimentale, vista della mostra, Stefano Bonomelli – Electa
INFO
GIOSETTA FIORONI. Viaggio sentimentale
a cura di Flavio Arensi ed Elettra Bottazzi
dal 6 aprile al 26 agosto 2018
Museo del Novecento
orari: lunedì 14.30-19.30;
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30. Il servizio di biglietteria chiude un’ora prima della chiusura
tel. +39 02 884 440 61 – c.museo900@comune.milano.it

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