Ivan Cattaneo, Corpo umano, tecnica mista su carta, 49 x 49 cm. Courtesy l'artista e Galleria Art Luxury
Dal 21 ottobre all’11 novembre alla Galleria Art Luxury, a Milano, la personale di Ivan Cattaneo “Volti & Sconvolti ovvero io faccio facce!”. Raffaella Matrone, gallerista, e l’artista ci hanno raccontato la mostra.
Raffaella Matrone: «La mostra è nata per una collaborazione che dura da anni e come ogni anno l’artista ci propone opere nuove che fanno parte del ciclo “visi di/visi” progetto e titolo della prima mostra avvenuta a maggio 2019 sempre presso la nostra galleria in via P. Sottocorno 27 a Milano».
Ivan Cattaneo: «Quando guardi i miei volti in realtà è come se ti guardassi allo specchio e in ultima analisi vedi solo quello che tu vuoi vedere o molto probabilmente quello che sei tu da analizzare e scrutare. Ho sempre detto che nella mia arte il 40% ce lo metto io, ma il restante 60% ce lo mettete voi! L’espressione del volto, l’impressione dello stato d’animo, che non è di chi guarda fuori la natura, come i vecchi impressionisti, ma da chi è di se stesso, dal suo volto impressionato e motivato. Il volto contorto come specchio frantumato, come caleidoscopio impazzito, come tabellina delle possibilità visive aggiunte o sottratte. Il volto anche astratto, intravisto, imprevisto, troppo ordinario, obsoleto a volte. Il volto accennato a tratti, il volto che non ha più genere sessuale… anzi ce li ha tutti insieme mescolati in arcobaleno e nero e bianco o nulla. Zen. Angeli-acrilici senza sesso. Io faccio facce… le ho sempre fatte… dalla notte dei tempi, dai miei cinque anni sui banchi delle elementari e poi al liceo artistico e poi a scenografia a Brera. La mia arte non può prescindere anche dall’avvento della fotografia che diede quindi origine all’arte moderna, e cioè alla non più necessità di fare ritratti verosimili e fotografici appunto, visto che nel frattempo era subentrata questa nuova tecnica e musa.
Il mio ritratto il mio stile, il mio marchio di fabbrica è l’anarchia visiva, il non troppo elaborato, il primitivo del primitivo, che proprio per questo diventa futuro-moderno. Il leimotiv sono gli occhi lo specchio dell’anima, anche lo specchio del tuo volto che guarda a sua volta è riguardato dal mio dipinto. Oggi con Facebook, Instagram e Tik Tok, tutti vogliono essere famosi almeno per un quarto d’ora, come diceva Andy Warhol. Ma forse analiticamente riflettendo: si vuole diventare famosi agli altri perchè in fondo non si è mai stati famosi a sè stessi! Cioè: autostimati, auto-amati, auto conosciuti! Socrate diceva infatti che la vera strada della felicità era essenzialmente: il conosci te stesso. I miei volti sono come tabelline, metti un occhio e una bocca anzichè un’altra e le infinite possibilità di creare volti diversi, cambiano e ti si parano davanti nella più assoluta creatività. Le mie ossessioni sono gli occhi, le conturbazioni alla Bacon, alla Picasso, alla Basquiat e alla Mattia Moreni. Non esiste nulla al mondo di più magico di più espressivo e allo stesso tempo dolce o inquietante del volto umano. Lo sguardo, la rabbia, la dolcezza, la pazzia pura. I lineamenti semplificati, stilizzati, imbrattati, accennati, logorati. Io per dipingere uso di tutto… persino i pennelli… e masturbo i miei quadri finchè non ne escono colore e urla comunicative. I mie quadri non sono mai finiti, sono in-finiti, o ruderi artistici archeologici. Volti sconvolti, senza sesso, che rimandano o proiettano in un futuro, che allo stesso tempo è anche preistoria: dove alieni-moderni si amalgamano perfettamente con graffiti preistorici».
Raffaella Matrone: «Il pubblico potrà vedere i lavori Radar, Merita il baciamano, Happy sex, Sempre Romeo, Corpo Umano».
Raffaella Matrone: «I prossimi appuntamenti espositivi saranno la mostra “TILT”, bipersonale di Sara Arnaout e Francesca Falli che inaugurerà il 26 novembre e la personale di Giuseppe Amadio a gennaio 2022».
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