Categorie: Opening

La forma delle parole di Stefano Mario Zatti da Atipografia, ad Arzignano

di - 21 Gennaio 2023

Inaugura oggi 21 gennaio, aprendo il programma espositivo di Atipografia, “LA FORMA DELLE PAROLE”, mostra personale di Stefano Mario Zatti, a cura di Robert Phillips e Matilde Nuzzo.

Esplorando il percorso artistico di Zatti, la mostra offre nuove e diverse chiavi di lettura della sua opera. La mostra è articolata su entrambi i piani con dodici grandi opere al piano terra proseguendo a salire con una selezione di lavori appartenenti alla fase artistica legata alla transizione tra il concettuale e la particolare rappresentazione del verbo come mezzo espressivo. Nel loro insieme esse rappresentano uno dei capi della metafisica dell’assenza dove il venir meno di punti di riferimento nella realtà crea un distacco estremo, aiutato dal quasi totale rifiuto del colore.

Stefano Mario Zatti, 9 nomi, 2019. Pailettes, velluto, frammenti di specchio, 300×300 cm. Installation view

Fondamento della ricerca di Zatti, da cui peraltro nasce la mostra, è l’assunzione della parola come atto di creazione. Esse sono ombre che occupano piccoli ritagli all’interno di uno spazio assoluto collocati in contesti volutamente silenti e, a tratti, inquieti e oscuri. Non ritratti o fisionomie isolate nel grigiore di una tela, ma parole o gesti artistici a cui guardare con la consapevolezza delle azioni evocate, piccole tessere che divengono emblemi di un oggetto relazionale.

All’estrema sintesi del fare dell’artista, liberato com’è da ogni sovrastruttura, corrisponde la sua massima chiarezza rappresentativa. Si spazia tra la rappresentazione puramente simbolica di “sangue del mio sangue”, o delle “sindoni”, dove la parola non è elemento mostrato, ma sotteso, come se i sentimenti si tramutassero in grafie e le grafie in sentimenti, fino a opere come “99 nomi” o “mundus” dove proprio l’elemento grafico mostra la parola come atto finale, e fondante, della rappresentazione.

Stefano Mario Zatti, Sangue del mio sangue, 2019 (dettaglio). Inchiostro e tecnica mista su carta, 150×600 cm. Installation view

“LA FORMA DELLE PAROLE” nasce dal confronto tra le varie sensibilità delle persone che accompagnano Zatti nel suo percorso. Discutendo e analizzando il lavoro nelle sue diverse declinazioni, in cui spesso la parola scritta è motivo sigla del suo rappresentare, ci si accorge che al fondo di ogni opera esiste un narrato, una sorta di bolla latente, che esprime con la scrittura ogni aspetto delle sue opere. Questa forma di enciclopedia personale, di abaco dell’inconscio, contenuta nei suoi libretti fittamente scritti al limite dell’indecifrabile, rappresenta uno strumento di rappresentazione del verosimile, una sorta di illusione consapevole legata com’è alle suggestioni quotidiane dei concetti che stanno alla base dell’elaborazione del piacere estetico del lavoro dell’artista.

Stefano Mario Zatti, La forma delle parole. Installation view. Atipografia, Arzignano (VI)

Il processo in cui le parole entrano non è più soltanto dramma personale, ma viene generalizzato, filtrato dalla distanza fisica ed emotiva dove il paesaggio della rappresentazione viene circoscritto e, apparentemente, soffocato dentro il perimetro delle opere. Le opere esposte sono accompagnate da uno scritto che racconta, in forma poetica ma anche critica, le complesse interazioni che portano alla genesi delle opere dell’artista, mostrando frammenti di memorie che riaffiorano, luoghi dimenticati, ricordi lontani che sono restituiti al lettore come metafore di un percorso difficilmente raccontabile con altri mezzi.

Nella mostra, come nel percorso artistico, Zatti approfondisce ogni componente della propria interiorità, restituendone una forma visibile e superando la banalità della sola rappresentazione fattuale della percezione quotidiana per spingersi oltre le barriere del concettuale e facendosi interprete cosciente, con assoluta integrità e sincerità, di quegli schemi reconditi che stanno alla base di ogni rappresentazione artistica.

Stefano Mario Zatti, La forma delle parole. Installation view. Atipografia, Arzignano (VI)

Articoli recenti

  • Danza

goldroom: i fantasmi della memoria abitano l’Overlook Hotel del gruppo nanou

Al Ravenna Festival debutta goldroom del gruppo nanou: un’installazione coreografica ispirata all’Overlook Hotel di Stanley Kubrick, uno spazio di fantasmi,…

15 Giugno 2026 12:30
  • Beni culturali

Kiev sotto attacco: colpita la Lavra delle Grotte, in fiamme il monastero patrimonio UNESCO

I bombardamenti russi su Kiev hanno danneggiato seriamente la Kyiv-Pechersk Lavra, monastero fondato nell’XI secolo e patrimonio UNESCO, simbolo della…

15 Giugno 2026 11:26
  • Arte contemporanea

43 artisti per la Gwangju Biennale 2026, una mostra sul cambiamento

La Biennale di Gwangju ha annunciato i 43 artisti della sedicesima edizione, curata da Ho Tzu Nyen e in apertura…

15 Giugno 2026 10:33
  • Progetti e iniziative

L’avanguardia del Pop Pointillism di MaMà Dots arriva al Quirinale, con il ritratto di Mattarella

Presentato al Quirinale il ritratto di Sergio Mattarella realizzato dal duo artistico MaMà Dots nello stile del Pop Pointillism: migliaia…

15 Giugno 2026 9:49
  • Progetti e iniziative

Il grande schermo sotto le stelle in Piazza de’ Pitti: a Firenze torna Apriti Cinema

Una delle piazze più scenografiche del mondo si trasforma in un cinema a cielo aperto per l'intera estate: dal 15…

14 Giugno 2026 18:51
  • Arte contemporanea

La Biennale Gherdëina compie vent’anni e trasforma le Dolomiti in un giardino del futuro

Con Future Paradise Gardens, la decima edizione della Biennale Gherdëina mette in dialogo arte contemporanea, memoria del territorio e immaginazione…

14 Giugno 2026 18:02