Categorie: Opening

Maria Loboda inaugura la nuova stagione di Hypermaremma

di - 18 Aprile 2025

Suggestiva, è questo l’attributo che Hypermaremma sceglie per l’installazione di Maria Loboda, To Separate the Sacred from the Profane, con cui si apre la nuova stagione del festival d’arte diffuso nel territorio maremmano.

Classe 1979, originaria di Cracovia, Maria Loboda è solita comporre installazioni e sculture per indagare i codici culturali, rappresentati dai segni pittorici e dalla grammatica di vari materiali e oggetti. Nel suo lavoro si confronta con le narrazioni storiche attribuite a certi oggetti e le giustappone a interpretazioni contemporanee e riferimenti moderni per affrontare la trasformazione del significato di oggetti e immagini, tracciando il loro percorso dalla trasmissione all’incontro. «In un certo senso considero tutte le mie mostre come capitoli di un libro, forse non in continuità logica ma come un flusso di poesia. Le mie idee sono tutte intrecciate, una si evolve dall’altra, i titoli definiscono i capitoli e le opere ne derivano», ci aveva racconta qualche anno fa in occasione della sua prima mostra personale in Italia (Faux, Vistamare, Milano).

Nel Parco Archeologico dell’Antica Città di Cosa ad Ansedonia, con il sostegno dei Parchi Archeologici della Maremma, ritroviamo To Separate the Sacred from the Profane, dopo il suo debutto alla mostra Kaleidoscope del Modern Art Oxford nel 2016. Da allora è stata esposta in diversi spazi di rilievo, tra cui le mostre personali al Contemporary Art Center di Vilnius, all’Institut d’art contemporain di Villeurbanne/Rhône-Alpes e la collettiva “Si Sedes Non Is” curata da Milovan Farronato alla Breeders Gallery di Atene, tutte nel 2017.

Parte della collezione dell’Institut d’art contemporain di Villeurbanne/Rhône-Alpes, To Separate the Sacred from the Profane si si compone di un grande portale circolare alto quattro metri, ispirato al chinowa, che trova posto nella suggestiva cornice del Parco Archeologico dell’Antica Città di Cosa ad Ansedonia. Oggetto tradizionale dello Shintoismo giapponese, il chinowa ha la funzione di porta simbolica per la purificazione. Nella credenza scintoista, attraversare un chinowa rappresenta il passaggio da uno stato di impurità a uno di purezza, consentendo agli individui di passare dal mondo del peccato a quello dello spazio sacro. L’installazione di Loboda collega le antiche tradizioni shintoiste orientali al ricco tessuto storico del Parco Archeologico e alla sua storia millenaria. Posizionata in un punto cruciale di intersezione tra il foro – dove si svolgevano attività politiche e commerciali – e l’area sacra del Capitolium, il tempio dedicato alla triade capitolina di Giove, Giunone e Minerva, quest’opera offre un dialogo unico tra culture ed epoche.

Come in tutto il suo percorso, anche in Maremma Maria Loboda enfatizza il potere della forma e del simbolismo, attingendo da diversi ambiti culturali per creare nuovi significati che risuonano in contesti contemporanei. Attraverso la sua installazione, l’artista invita gli spettatori a riconsiderare il rapporto tra modernità e pratiche antiche, sfidandoli a esplorare nuovi valori estetici e mistici nel quadro dell’archeologia contemporanea.

Articoli recenti

  • Mostre

Murano Illumina il Mondo: il linguaggio del vetro in Piazza San Marco

Dodici lampadari d’artista realizzati in vetro di Murano trasformano Piazza San Marco a Venezia in uno spazio di confronto tra…

16 Gennaio 2026 0:02
  • Progetti e iniziative

Allo Spazio SLAP di Milano c’è una mostra in cui si scompare nella luce

SLAP Spazio Lambrate Arti Performative ospita una mostra immersiva che, tra luci e suoni, invita a scomparire: le opere di…

15 Gennaio 2026 20:10
  • Attualità

In Iran chiudono anche le gallerie d’arte, tra proteste e blackout

Nel clima di repressione e incertezza che attraversa il Paese, numerosi spazi culturali scelgono di chiudere, tra timori per la…

15 Gennaio 2026 19:05
  • Mercato

Basquiat vs Klimt: una sfida fra titani nel mercato dell’arte degli ultimi 20 anni

Un esperimento comparativo tra Jean-Michel Basquiat, considerato il benchmark del contemporaneo, e Gustav Klimt, fresco di record da $ 236,4…

15 Gennaio 2026 18:49
  • Progetti e iniziative

L’arte contemporanea varca le soglie del carcere di Bologna: il progetto di Anila Rubiku

In occasione di ART CITY Bologna 2026, l’arte contemporanea attraversa le mura Casa Circondariale Rocco D’Amato, con il progetto di…

15 Gennaio 2026 18:01
  • Mostre

Le mostre da non perdere a gennaio in tutta Italia

L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, in tutta Italia: ecco la nostra…

15 Gennaio 2026 17:40