Mario Cresci, Analogie e memoria, Matera, 1980, Mixed-media, 329x483cm © Matèria and the artist
A Roma, la galleria Matèria, inaugura oggi, 23 giugno, “Combinazioni provvisorie”, la prima personale in galleria di Mario Cresci (1942, Chiavari), e festeggia i primi cinque anni di attività.
Mario Cresci «è tra i primi autori italiani che, a partire dagli anni Sessanta, coniuga la cultura del progetto con la sperimentazione del linguaggio visivo attraverso un approccio “cross-disciplinare” che utilizza il disegno, la fotografia, il video, l’installazione, la performance, il site specific», ha spiegato la galleria. La mostra, accompagnata dal testo critico di Mauro Zanchi, presenta due lavori dell’artista: Analogie e memoria del 1980 e l’installazione Cronistorie del 1970.
Con l’apertura della nuova mostra a Roma saranno in corso parallelamente due personali di Mario Cresci, che inaugurano entrambe oggi: “Combinazioni Provvisorie” presso Matèria (fino al 31 ottobre) e “L’oro del tempo” all’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) (fino al 30 ottobre), che «rappresentano due esempi chiari della vocazione alla sperimentazione visiva e formale che caratterizza il lavoro di Mario Cresci», si legge nel comunicato stampa.
«Oggi dalle 18:30 Matèria e ICCD aprono le porte dei loro spazi per un opening virtuale sulla piattaforma online ZOOM, durante il quale sarà presentato anche libro di Mario Cresci, L’oro del tempo, edito da Postcart Edizioni».
Potete seguire gratuitamente gli opening e la presentazione del catalogo cliccando qui.
Ad accompagnare il pubblico in questo incontro virtuale saranno Mario Cresci, Carlo Birrozzi, Direttore ICCD, Francesca Fabiani, Curatrice ICCD, Niccolò Fano, gallerista di Matèria, Mauro Zanchi, curatore, e Claudio Corrivetti, Postcart Edizioni.
«”Combinazioni provvisorie” è la prima personale di Mario Cresci in galleria. È una mostra che aspettiamo da tre anni e che avevamo messo in programma ad aprile in concomitanza con l’anniversario dei cinque anni di attività di Matèria.
La personale nasce dopo un lungo periodo di lavoro con l’autore, durato quasi tre anni, che ci ha visti impegnati principalmente su progetti fieristici ed editoriali. Con l’arrivo della pandemia abbiamo temuto di dover rimandare tutto a settembre, ma nonostante le difficoltà abbiamo colto l’occasione di realizzare questo piccolo sogno prima della pausa estiva».
Come si collocano le opere in mostra nel percorso dell’artista?
«”Combinazioni provvisorie” presenta due lavori pressoché inediti: Analogie e Memoria del 1980 (in anteprima assoluta) e Cronistorie, un racconto in pellicola 16 millimetri prodotto negli anni Settanta a Tricarico e presentato al pubblico con un singolo evento nel 2019 al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo.
Entrambi i lavori si collocano tra gli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta e rappresentano una visione complessiva e onesta dell’autore, lontana dal monopolio dell’identità del fotografo».
«Autore di opere eclettiche caratterizzate da una libertà di ricerca che attraversa il disegno, la fotografia, il video, l’installazione, il site specific. È tra primi autori in Italia ad applicare la cultura del progetto coniugandola a una sperimentazione sui linguaggi visivi».
«Abbiamo mantenuto tutti gli impegni presi con i nostri artisti prima della pandemia. I tempi si sono allungati ma siamo lieti di annunciare le prossime mostre che vedono in successione la personale di Stefano Canto e quella di Fabio Barile».
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