Massimo Bartolini, veduta della mostra "Grotoni e malocchi", 2019, Museo Carlo Zauli, ph Fabio Liverani, courtesy l'artista e Museo Carlo Zauli
Al Museo Carlo Zauli di Faenza è aperta da oggi al pubblico la mostra “Grotoni e malocchi”, il progetto di Massimo Bartolini (1962, Cecina, Livorno) che omaggia Carlo Zauli e la sua terra, pensato per quello che fu lo studio privato dello scultore.
Del progetto fa parte anche il testo scritto appositamente da Maurizio Maggiani (1951, Castelnuovo di Magra, La Spazia), invitato da Bartolini stesso.
L’intero progetto nasce nell’ambito della «storia ormai ventennale dei passaggi di artisti contemporanei negli storici laboratori di Via della Croce a Faenza», ha ricordato il museo.
«”Grotoni e malocchi”, è una installazione scultorea interamente realizzata nelle campagne di Faenza dagli artigiani di Manifatture Sottosasso, scelti per la loro tecnica oltre che per la lunga e consolidata esperienza con gli artisti contemporanei», si legge nel comunicato stampa.
«Il lavoro in ceramica di Bartolini è accompagnato e integrato da un testo di Maurizio Maggiani. Massimo Bartolini ha infatti invitato l’amico scrittore, ligure di nascita ma faentino di adozione», a confrontarsi con lui sul tema attraverso uno scritto, da cui è stato poi tratto il titolo dell’installazione.
Matteo Zauli, direttore del museo, ha così spiegato il progetto alla stampa: “Se l’obiettivo primario delle nostre residenze d’artista è sempre stato creare ponti, legami, connessioni tra l’arte contemporanea e l’opera di Carlo Zauli, forse nessun progetto come questo si avvicina alla nostra missione…La più nota immagine di Carlo Zauli, scattata nel 1974 dal grande fotografo bolognese Antonio Masotti, lo ritrae seduto su un campo di grandi zolle formate da una possente aratura, le stesse zolle che, rivissute nelle sue più celebri opere degli anni settanta ed ottanta costituiscono la miglior sintesi del suo lavoro scultoreo. E sono proprio le zolle romagnole, a rivivere nell’opera. Sono le zolle di Massimo Bartolini e sono le zolle evocate di Maurizio Maggiani in un testo dedicato al lavoro dell’artista toscano. E così, in un rapporto virtuoso di richiami e di omaggi, il riferimento zauliano si trasforma in grotoni e malocchi, installazione scultorea che Massimo Bartolini tiene in equilibrio tra naturale ed artificiale, tra estrema cura e immediatezza, diventando al tempo stesso narrazione vigorosa e materica nelle parole di Maurizio Maggiani».
«Dopo la mostra al Museo Carlo Zauli, una nuova e più ampia installazione di “Grotoni e malocchi” verrà presentata nel febbraio 2020 alla Frith Street Gallery di Londra, in occasione delle prossima personale di Massimo Bartolini», ha anticipato il museo.
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