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Pietro Consagra. Vita Mia

di - 29 Maggio 2018
L’artista che, nella seconda metà del Novecento, più ha contribuito a innovare la dimensione relazionale della scultura, del suo rapporto con il “sociale”, con il terzo fruitore, è stato Pietro Consagra (Mazara del Vallo, 1920-Milano, 2005) . La sua intuizione, radicale quanto significativa, è rappresentata dalla scelta della frontalità perseguita per i motivi che ha sintetizzato con queste parole: «…La frontalità è nata dentro di me come alternativa al totem, cioè alla scultura che doveva nascere al centro di uno spazio ideale. (…) La frontalità io l’ho sentita come un ridimensionamento delle pretese che si erano accumulate intorno alla scultura, pretese religiose, sociali, di ordine costituito passato o futuro; ho voluto scaricare la scultura da tutte queste pretese di simbolo per creare un rapporto più diretto, frontale appunto, a tu per tu, con lo spettatore (…)». La scultura in ferro dipinto Bifrontale, ferro rosso (1977) di Pietro Consagra rappresenta quel ciclo produttivo che si differenzia da quello archetipo del frontale perché riesce a lambire una spazio più ampio, per mantenendo sempre la sua fede originaria nello sfuggire alla centralità. L’effetto ottenuto con le sculture bifacciali è quello di conferire la possibilità di sdoppiare l’unicità del punto di osservazione in due momenti distinti, con esiti fenomenologici diversi ma complementari, non dissociabili, che rafforzano e rendono più interessante il processo di ibridazione con lo spettatore, consumato nella dimensione del colloquio e della riflessione.
Nelle pagine pubblicate per la prima volta nel 1980 da Feltrinelli e, oggi, nuovamente proposte al pubblico da Skira con il titolo “Pietro Consagra. Vita Mia”, il lettore ha la possibilità di ascoltare l’artista racconta di se stesso, di quel che ha fatto, visto, vissuto, non tanto e non soltanto in quanto artista, ma in quanto uomo. La ricostruzione di Consagra è la prima che ne dia conto dall’interno, non senza qualche sobrio ricorso a un’aneddotica che ci restituisce al vivo personaggi e situazioni di quell’epoca. Una scelta di fotografie e di disegni documenta momenti fondamentali della vita e della produzione di Consagra, e una compendiosa scheda finale addita le fasi e le ragioni della sua traiettoria d’artista.
INFO
Pietro Consagra. Vita Mia
a cura di Luca Massimo Barbero,
Skira
2017
dimensioni: 14 x 21 cm
pp. 176
ill.ni in b/n: 66
rilegatura: brossura
€ 16,00

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