Categorie: Opening

Pino Pinelli da Dep Art, Milano

di - 18 Giugno 2019
Alla galleria Dep Art di Milano inaugura oggi, 18 giugno, la personale di Pino Pinelli (1938, Catania) “Monocromo 1973-1976. Il colore come destino e come profezia”, a cura di Francesco Tedeschi, che propone un focus sulla ricerca di Pinelli nei primi anni Settanta, «periodo in cui l’artista siciliano – ha spiegato il comunicato stampa – si dedica ad approfondire tematiche legate alla monocromia e alle potenzialità del colore.».
La mostra, ha proseguito la galleria, raccoglie tredici lavori, alcuni dittici, trittici e un polittico dell’artista «che si fondano sull’uso dei colori primari e in qualche caso dei complementari, e si rifanno a una lettura critica della forma-quadro, ovvero al superamento del limite del quadro, inteso come insieme di tela e telaio. Lavori che indicano già quello che sarà il suo percorso, la “rottura del quadro “prima e la “disseminazione” dopo, entrambi del 1976».
Abbiamo posto alcune domande sulla mostra ad Antonio Addamiano, gallerista di Dep Art.
Come è nata la mostra? Perché avete scelto di esporre opere realizzate dall’artista tra il 1973 e il 1976?
«Siamo una delle gallerie di riferimento di Pino Pinelli in Italia dal 2014. La mostra è nata da un confronto con l’artista, successivo all’esposizione del 2018 a Palazzo Reale e Gallerie d’Italia (a Milano, ndr), da cui è scaturita la medesima idea per entrambi: proporre una retrospettiva sul monocromo, di cui in pochi si erano occupati sinora. Si è deciso per una mostra con un focus altamente specifico, di carattere storico-museale, con opere di grande formato provenienti dalla collezione personale dell’artista, che ripercorressero le fasi immediatamente precedenti le celebri Disseminazioni del 1976».
Come si inserisce questo nucleo di opere nella ricerca dell’artista?
«Il lavoro di Pinelli è sempre stato incentrato sul colore: queste opere rappresentano le prime sperimentazioni riguardo a un colore che avesse un respiro, che uscisse al di fuori dello spazio tela e, non a caso, sono precorritrici della Rottura del quadro di cui Pinelli si è fatto protagonista.
Topologie e monocromi segnano un ciclo, il primo espressamente milanese dell’artista, e volevamo rendergli omaggio. Ci sono opere importanti, come il trittico rosso Pittura R (1974) esposto alle Corderie dell’Arsenale durante la XLII Biennale di Venezia, intitolata “Colore, teoria, ricerca, intuizione”, a cura di Maurizio Calvesi».
Come si colloca questa mostra nella programmazione della Galleria Dep Art?
«Pino Pinelli era l’unico dei nostri artisti che rappresentiamo da anni a non aver ancora realizzato una mostra nel nuovo spazio espositivo. Infatti, abbiamo avuto l’opportunità di organizzare sue personali ad Amsterdam, Knokke, Hong Kong e l’ultima a Taipei. La mostra resterà visitabile fino al 21 settembre, e sarà accompagnata da una pubblicazione che spazia ben oltre le opere esposte».
Potete già darci qualche anticipazione sulla programmazione dell’autunno?
«Stiamo preparando la mostra di ottobre di un grande artista internazionale, il cui nome sarà rivelato a progetto definito…». (Silvia Conta)
Pino Pinelli
“Monocromo 1973-1976. Il colore come destino e come profezia”
A cura di Francesco Tedeschi
Dal 20 giugno al 21 settembre 2019
Galleria Dep Art
Via Comelico 40, Milano
Opening: 19 giugno 2019, alle 18.00
Orari: dal martedì al sabato, dalle 10.30 alle 19.00
www.depart.it, art@depart.it

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