Categorie: Opening

San Benedetto il Moro, testimonial di Palermo 2018

di - 15 Giugno 2018
Chi l’avrebbe mai detto, ma tra le scoperte, o le riscoperte, di questa estate palermitana 2018 dell’arte e della cultura, c’è proprio un santo vissuto cinque secoli fa. Mi riferisco a san Benedetto il Moro (San Fratello, Messina, 1526-1589), il primo santo di colore della Chiesa cattolica. Che digiunava per dare quel poco che aveva ai poveri. Che insisteva con il portinaio del suo convento affinché non respingesse alcun povero che veniva a chiedere l’elemosina. Ecco perché è il testimonial perfetto di quella Palermo che, tra marce silenziose e momenti di raccolta, in questi giorni ribadisce di essere una città dove si può attraccare e che avrebbe accolto a braccia aperte i 629 migranti dell’Aquarius, tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte. Ecco perché il ritratto di san Benedetto svetta oggi su un murales realizzato su una parete di sedici metri per cinque a Ballarò, il popolare quartiere nel cuore del capoluogo siciliano, da Igor Scalisi Palminteri e dai bambini del centro sociale San Francesco Saverio. «Ho scelto san Benedetto il Moro perché è nero – ha dichiarato l’artista – questo è il motivo fondamentale, noi abbiamo un santo nero ed è bello vantarsi di questo, è stata una figura importantissima a Palermo, e poi perché è copatrono della città di Palermo insieme a Santa Rosalia».
San Benedetto, però, non si è “fermato” a Ballarò, perché da ieri è entrato ufficialmente a Manifesta 12 nella sede di Palazzo Butera, all’interno della notevole video installazione “Wishing Trees” (2018) di Uriel Orlow (Zurigo, 1973): è il racconto di tre alberi siciliani che custodiscono le storie di momenti e personaggi importanti, instaurando una connessione tra uomini e natura, tra passato e presente. A partire proprio dal cipresso piantato dal nostro san Benedetto nella periferia di Palermo. Immagine resa ancora più impotente perché intrecciata alle storie contemporanee dei cuochi migranti africani che vivono oggi in città. Perché san Benedetto il Moro, non l’avevo detto in premessa, in vita era stato cuoco e figlio di schiavi africani deportati in Sicilia. Una storia e un’epopea di speranze e desideri che scorre nelle radici plurisecolari di un albero in cui oggi si rischia di inciampare rovinosamente. (Cesare Biasini Selvaggi)

Articoli recenti

  • Mostre

Corpo, forma, frattura, trasformazione. Malisa Catalani a Bologna

UNHUMAN, la personale di Malisa Catalani alla SimonBart Gallery di Bologna è in programma fino al 28 febbraio

22 Febbraio 2026 0:02
  • Attualità

Un’asta per il Rojava: gli artisti si mobilitano per sostenere la regione curda sotto attacco

Opere donate da artisti di diverse generazioni e provenienze diventano strumenti di intervento diretto in un contesto segnato da conflitto…

21 Febbraio 2026 21:52
  • Arte contemporanea

Quando la memoria si incrina e il tempo smette di scorrere: Andro Wekua a Milano

Nello spazio di sperimentazione Ordet, una mostra che trasforma il ricordo in architettura emotiva: sculture, film e collage per raccontare…

21 Febbraio 2026 18:00
  • Progetti e iniziative

Un nuovo modello di officina culturale: la Società delle Api a Roma

Ha inaugurato a Roma la Società delle Api di Silvia Fiorucci, un’apertura che segna l’avvio di nuove officine culturali, sintomo…

21 Febbraio 2026 17:00
  • Mercato

Freud, Bacon, Kossoff: la School of London va all’asta da Sotheby’s

Quattro capolavori provenienti dalla collezione di Joe Lewis sono pronti a sfidare il mercato. Raccontano con straordinaria immediatezza la complessità…

21 Febbraio 2026 16:08
  • Teatro

L’Orlando di Virginia Woolf diventa un monologo sulla bellezza e sulla morte

Il regista Andrea De Rosa mette in scena il celebre Orlando di Virginia Woolf dandogli la forma di un monologo…

21 Febbraio 2026 13:30