Categorie: Opening

Ti va di ballare con Benjamin Millepied?

di - 11 Febbraio 2018
In questi ultimi giorni è la seconda volta che mi capita di parlare di danza. La prima occasione, purtroppo, ha riguardato un grave lutto, come la scomparsa, il 5 febbraio scorso, dell’indimenticabile Elisabetta Terabust, già prima ballerina del Ballet de Marseille diretto da Roland Petit, che ha danzato a Londra con l’odierno English National Ballet; nonché già direttrice del Corpo di ballo dell’Opera di Roma e di quelli del Teatro alla Scala e del San Carlo di Napoli, oltre che della compagnia stabile del maggio Musicale Fiorentino, MaggioDanza. La seconda occasione che mi viene offerta dall’attualità per parlare di danza è, invece, decisamente lieta. Vi ricordate “Scarpette rosse”, “Il Cigno nero”, “Il sole a mezzanotte”, “Cantando sotto la pioggia”? Tutti titoli di famosi film sulla danza, un “must” per tutti gli appassionati del genere, a partire da Benjamin Millepied (Bordeaux, 1977). Potremmo dire nel suo caso, senza rinunciare a un filo di sarcasmo, “nomen omen”come dicevano gli antichi Romani, ovvero “il destino è nel nome”. E, infatti, mi riferisco all’ex primo ballerino del New York City Ballet, coreografo del LA Dance Project, che ha viaggiato il mondo, ha curato le coreografie dell’appena ricordato “Il cigno nero” di Darren Aronofsky, e che nella sua patria, in Francia, ha preso il posto di Brigitte Lefèvre come direttore di danza dell’Opera National de Paris, il primo novembre 2014. Un sogno divenuto realtà per questo giovane con una passione innata per il rischio e l’innovazione.
Nelle sale italiane solo oggi, domani e dopodomani, sarà proiettato il nuovo documentario dal titolo “Reset – Storia di una creazione” di Thierry Demaizière e Alban Teurlai, incentrato su “Clear, loud, bright, forward”, la coreografia di trentatré minuti con sedici ballerini realizzata da Millepied, per la sua prima stagione alla guida della prestigiosa istituzione francese.
Il film racconta la genesi dello spettacolo e la vita della compagnia di balletto, colta nel momento in cui il look, le idee e lo stile del giovane neo-direttore ne rivoluzionano scelte, codici, stile… e persino le assi del palcoscenico. Una storia definita da Libération «Emozionante, affascinante, divertente», che regala al pubblico un dietro le quinte, tra le vite e i pensieri dei giovani ballerini, e uno spettacolo di incomparabile grazia. Millepied ha selezionato i suoi ballerini dai corpi di ballo. Non ci sono celebrità o protagonisti sul palco. Attraverso gli auricolari, Millepied ascolta la musica scritta da un suo amico, il giovane compositore americano Nico Muhly. Poi riprende lo studio dei movimenti allo specchio e si annota i passi su un taccuino. È in questo modo che lo spettacolo “Clear, loud, bright, forward” è stato concepito, abbozzato, appuntato e, infine, messo in scena.
E, come si dice in questi casi, buona visione allora, a partire dalla clip del documentario in esclusiva per noi che trovate su Exibart.tv. (Cesare Biasini Selvaggi)

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