Categorie: Opening

Turner dal Regno Unito appassionatamente

di - 22 Marzo 2018
Il protagonista del nostro Opening odierno è Joseph Mallord William Turner (1775-1851), l’unico artista – a detta del famoso critico d’arte inglese John Ruskin – in grado di “rappresentare gli umori della natura in modo emozionante e sincero”. Con Turner siamo, infatti, di fronte all’artista che più di ogni altro ha consegnato alla storia quella stupefacente trasfigurazione della natura, non più materna e rassicurante, ma spaventosa, imprevedibile, violenta. E anche iconograficamente astratta, esito di una sua elaborazione concettuale radicale e di un’idea della pittura che, anche quando raffigura la realtà, si prende il lusso di fregarsene per le licenze pittoriche più dissacranti e irriverenti rispetto alla tradizione classica precedente. Ed è così che ha influenzato più di una generazione di artisti, quali Claude Monet, Caspar David Friedrich, Vincent Van Gogh, Edgar Degas, Paul Klee, Franz Marc, Wassily Kandinsky, Gustav Klimt, Mark Rothko, James Turrell e Olafur Eliasson.
Oggi torniamo a parlare di Turner in relazione a Roma. Dico “torniamo” perché, 8 anni orsono, il nome della Città Eterna e quello dell’artista inglese sono stati riuniti nell’asta Old Master & British Paintings tenutasi da Sotheby’s Londra per la vendita all’incanto di “Modern Rome – Campo Vaccino”, opera stranota perché rappresenta una straordinaria veduta di Roma, ma forse ancor di più perché era stata scelta come immagine simbolo – per comunicazione, manifesti, inviti, catalogo – della grande mostra tenutasi a Ferrara alla fine del 2008. Il capolavoro, dipinto nel 1839, proveniva dalla collezione dei discendenti del quinto Duca di Rosebery che l’aveva acquistato nel 1878 mentre era in luna di miele con la moglie, Hannah Rothschild. Opera, inoltre, allora più cara di Turner mai passata in asta: il J. Paul Getty Museum di Los Angeles se l’aggiudicò, infatti, per quasi 36 milioni di euro.
Oggi, invece, il mito del grande artista torna a riecheggiare a Roma, non per motivi di mercato, ma per un notevole progetto espositivo di oltre 90 sue opere (tra schizzi, studi, acquerelli, disegni e una selezione di olii mai giunti insieme in Italia), ai nastri di partenza al Chiostro del Bramante, in collaborazione con la Tate Britain di Londra. Conosciute come “Turner Bequest”, molte delle opere esposte provengono dallo studio personale dell’artista e sono state realizzate nel corso degli anni per il suo “proprio diletto”, secondo la bella espressione del critico John Ruskin. Un piacere estetico e visivo che conserva ricordi di viaggi, emozioni e frammenti di paesaggi visti durante i suoi soggiorni all’estero. Era, infatti, abitudine dell’artista lavorare sei mesi all’aria aperta durante la bella stagione e, solo in inverno, chiudersi nel suo studio per riportare su tela i ricordi di ciò che aveva visto dal vivo. (Cesare Biasini Selvaggi)
In homepage: Joseph Mallord William Turner, Sunset across the Park from the Terrace of Petworth House, 1827, Gouache and watercolour on paper, 140 x 193 Courtesy Tate: Accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856
In alto: Joseph Mallord William Turner, Venice Quay, Ducal Palace, exhibited 1844, Oil paint on canvas, 622 x 927, Courtesy Tate: Accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856
INFO
Turner. Opere dalla Tate
a cura di David Blayney Brown
dal 22 marzo al 26 agosto 2018
Chiostro del Bramante
via della Pace, Roma
orari: aperto tutti i giorni: lun – ven 10.00 > 20.00; sab – dom 10.00 > 21.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
06 68809035 – infomostra@chiostrodelbramante.it

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