Categorie: parola d'artista

Lettera Aperta |

di - 21 Dicembre 2014
Nel 2006 sono stato, insieme a pochi altri artisti, fondatore della galleria del giovanissimo Giacomo Guidi. Da allora la nostra collaborazione, se pur con qualche discontinuità, si è protratta fino ad oggi. Ora il contributo che propongo di rendere pubblico è una breve riflessione sullo stato delle cose, che ho messo a punto partendo dalla mia esperienza nel contatto con la galleria in questione, ma anche con quella più vasta percezione del mondo che in ogni pur piccolo gesto mi accompagna.
È noto che lo spirito tardo della nostra epoca sia uno spirito confuso e confusionario per chi ne viene investito, ma anche per chi se ne riveste e in qualunque modo lo esibisce. Quando le ambizioni e le energie implicate, insolite e generose a loro modo, di un gallerista devono per forza essere ormai alimentate da un’ambizione che tende a divenire invasiva, sembra che nelle testimonianze della diffusa civetteria del nostro tempo non si possa agire e operare senza gli orpelli collaterali. In questo senso è stato forse fatale che i nostri attuali modi della comunicazione attraverso i social network abbiano favorito – o forse anche arrecato danno, allo svolgersi dei nostri quotidiani comportamenti con quella infinita serie di infingimenti, fatuità e narcisismi che essi incoraggiano avallandoli e rendendoli così indispensabili.
Così in Giacomo Guidi, che di fatto è capace di generosità e coinvolgimenti totali e totalizzanti, tali virtù non possono essere scisse da altrettanti simmetrici difetti e devianze: l’assenza di quest’ultime implicherebbe infatti l’indebolimento e il fallimento anche delle prime. Questa meccanica significa che si è in una congiuntura etica tardiva, si seguono idealità commerciali e non è possibile uscirne indenni, e Guidi, che conduce una galleria e segue soprattutto idealità economiche, non può restare immune dalle volgarità dell’economia, e di una come la nostra in particolare. Se Guidi, e come lui anche noi che l’abbiamo seguito e sorretto, ha un difetto, questo difetto è il suo stesso martirio che consiste nell’aderire e alimentare ad oltranza una fede economica e d’immagine che appartiene a uno spirito decaduto. Ma Guidi sa e soffre di non avere, come scrive Flaubert, il fiuto di Canaan, cioè di una promessa sublime, ma ha il fiuto dell’Egitto, un formidabile fiuto delle suppellettili dell’Egitto e programmaticamente non è uscito nel deserto, non ci ha portati nel deserto, e noi questo lo sapevamo: Giacomo Guidi, come tutti noi, ha paura del deserto e non ci ha fatto uscire dall’Egitto. In quel luogo poteva solo radicarci e, radicandoci con tutta la voglia e l’energia della giovinezza, organizzare, con tenacia, dedizione e presunzione straordinarie, mostre, eventi, collaborazioni dell’Egitto e non di Canaan. E nella deriva di questa normalità non si può certo auspicare, a nessun titolo, l’esaltazione  presunta di alcuna alternativa purezza.

Visualizza commenti

  • Il problema è un altro: tutti gli artisti Big stanno lasciando Guidi perchè Guidi dal punto di vista finanziario ed economico è del tutto inaffidabile. Vende le opere e non paga. Questa è la situazione. Tutto il resto è aria fritta.

Articoli recenti

  • Mercato

Collezionisti in Costa Azzurra: è tutto dalla decima edizione di Art Monte-Carlo

Con 26 gallerie internazionali, la fiera boutique ha festeggiato il decimo anniversario. Tra nomi storici, new entries e la nuovissima…

3 Maggio 2026 20:00
  • Mostre

Le mostre da non perdere a maggio: speciale Venezia

L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, a Venezia: ecco la nostra selezione…

3 Maggio 2026 16:55
  • Arte contemporanea

La luce protagonista della decima edizione di PARMA 360 Festival della Creatività Contemporanea

Un percorso diffuso tra mostre e installazioni che attraversa la città e mette al centro nuove forme di espressione artistica,…

3 Maggio 2026 16:00
  • Musei

Ayato Takemoto racconta i musei di Kyoto, dove la cultura incontra la natura

Ayato Takemoto è Deputy Director del Fukuda Art Museum e del SAMAC di Kyoto, due musei in cui le collezioni…

3 Maggio 2026 11:30
  • Fotografia

Other Identity #202, altre forme di identità culturali e pubbliche: Loredana Denicola

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

3 Maggio 2026 9:30
  • Musei

Un’emersione identitaria: il MUSE presenta il Piano Strategico 2026-2028

Non un semplice documento di programmazione, ma una presa di posizione sul ruolo contemporaneo dell’istituzione museale. Con il primo Piano…

3 Maggio 2026 0:59