Si tratta di 266 acquisti di cui si è pentito?
No, assolutamente, sono tutti acquisti che rifarei. Diciamo che nelle mie case di Bologna, Venezia e Milano, e negli uffici della mia azienda farmaceutica, avrò più spazi vuoti da riempire con tante nuove opere.
Anish Kapoor, Thomas Hirschhorn, David Byrne, Carroll Dunham, Gilbert and George, Vik Muniz, Nam June Paik, Chen Zhen, Thomas Hirschhorn, Haim Steinbach, Richard Long, Christo, Nobuyoshi Araki, Mariko Mori, Peter Halley, Alighiero Boetti, Andres Serrano, Shirin Neshat, John Bock, Fabrizio Plessi, Nan Goldin, Domenico Bianchi, Bruno Munari, Paola Pivi…
Ma perché per i collezionisti la compravendita delle proprie opere è quasi sempre un tabù da non toccare?
Perché magari per molti collezionisti prevale prima di tutto l’idea della passionalità verso l’opera d’arte. O perché magari l’idea del guadagno facile o di uno status symbol da mettere in mostra attraverso il possesso di opere è in parte un pregiudizio nei nostri confronti. La vita non ruota tutta intorno al denaro. E comunque, in tutta onestà, questo lato della cosa a me non interessa, poiché considero l’arte come supporto alla vita e al desiderio di esplorare il mondo che cambia.
A quanto ammonta la base d’asta dei 138 pezzi iniziali?
C’è scritto nei comunicati stampa della Phillips de Pury (3.384.000-4.850.000 di sterline, n.d.r.).
Cosa ci farà con i soldi ricavati dalle vendite?
Quei soldi sono destinati all’acquisto di altre opere d’arte. All’inizio di un nuovo percorso.
Insomma, sapere che tutte quelle opere non saranno più sue non le crea un po’ d’ansia?
Certamente, quelle opere rappresentano una parte della mia vita! Tuttavia, mi piace pensare che le aste contribuiranno a perpetrare il mio interesse per il mondo, l’umanità, il progresso. La condivisione di un’esperienza legata a un modo molto personale di scrutare l’arte del proprio tempo.
Un’ultima domanda: l’undici ottobre è il giorno del suo ottantasettesimo compleanno. Programmi? Ha già deciso come festeggerà?
Nel giorno del mio compleanno sarò già a Londra per gli ultimi dettagli organizzativi. Credo che festeggerò questa data così importante assieme a mia moglie Paola e pochi, intimi amici collezionisti gustando un cocktail. Ospitati da Simon De Pury, nella sala dove le mie opere sono esposte.
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Fondazione Marino Golinelli
a cura di marianna agliottone
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