Una tre giorni intensa, svoltasi nella splendida cornice di Palazzo Arnone, nei quali un giovane storico dellâarte, che oggi trova non poche difficoltĂ nel mondo del lavoro, ricorda i motivi per i quali ha deciso di intraprendere questa via piuttosto impervia, intrapresa solo per âamoreâ dellâarte. Quellâamore che ti fa godere nellâosservazione di un quadro, nellâallestimento di una mostra, nella preparazione di un saggio critico o scientifico; quellâamore che ti fa adirare quando il nostro patrimonio culturale cade a pezzi o quando dicono che la cultura non dĂ il companatico. La cultura, lâarte sono fondamentale nutrimento dello spirito e della mente, identico nutrimento che ha spinto Giulio Carlo Argan ad intraprendere questa strada in salita mosso anche lui dalla passione e dallâamore per lâarte, profuso in tutto ciò che faceva. Uomo di straordinario valore e sbalorditiva attualitĂ , che con il suo operare ha toccato tutti i campi del fare artistico, dalla stesura della legge 1089 del 1939 (Legge Bottai) allâistituzione dellâIstituto Centrale del Restauro insieme a Cesare Brandi, altra grande figura del Novecento. Attivo in politica come Sindaco di Roma dal 1976 al 1979, fu colui
che dette vita, insieme a Renato Nicolini, allâesperimento dellâestate romana. Nel 1991 fondò lâAssociazione Bianchi Bandinelli, istituto di studi e ricerche, attivo in campo storico artistico e di tutela. Gli ultimi anni della sua vita li dedicò alla difesa del patrimonio artistico e alla riforma delle leggi di tutela. Affrontò tutti i suoi impegni con dedizione e serietĂ asserendo che ânon câè piccolo paese in Italia che non abbia una sua antica storiaâ. Nel 1982 rilasciò unâintervista nella quale descriveva la Calabria come un luogo con un patrimonio artistico di estrema importanza ânon soltanto per quello che èâŚ. ma anche per quello che questa zona può ancora dareâ ed è questo uno dei motivi per cui Fabio De Chirico, Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria, ha fortemente voluto che il convegno per le celebrazioni dello studioso si tenesse nella Regione, spinto dal desiderio di âpreservare la storia e la memoria attraverso la tutelaâ problema che per primo preoccupò lo stesso Argan. Il Convegno si è presentato come significante introduzione alla XIII Settimana della Cultura, organizzata dalla Provincia di Cosenza, proponendo spunti di riflessione sul progetto di tutela del patrimonio storico-artistico. Marisa Dalai Emiliani nel suo intervento dâapertura ha definito Argan come una âfigura fondamentale per la crescita dellâItaliaâ, che in sĂŠ racchiudeva una profonda e capillare conoscenza della storia dellâarte e del suo sviluppo nazionale e internazionale, unâerudizione di matrice ottocentesca e una straordinaria capacitĂ ermeneutica che lo formò come critico dâarte militante. Fu uomo di forte carisma sociale e interprete della ricerca architettonica e non solo. Nellâarco delle tre giornate si sono susseguiti tutta una serie di interventi tesi a ricostruire, come le tessere di un puzzle, la figura di Argan nella cultura del Restauro Critico (Valentina Russo), quale abile consigliere della campagna di acquisti della Galleria Nazionale dâArte Moderna (Maria Vittoria Maria Clarinelli), come Storico dellâarte (Michela di Macco), Argan e i rapporti con la Spagna (Alessandra Anselmi) e cosĂŹ via. Un confronto di idee che si auspica possa giovare la Calabria, luogo che per troppo tempo è stato culturalmente emarginato, dove piĂš che in altri luoghi la memoria del passato e la difesa del patrimonio collettivo richiedono larga e condivisa partecipazione.
a cura di isabella calidonna