Categorie: Personaggi

Omaggio a Giacomo Manzù

di - 10 Agosto 2000

Giacomo Manzoni, (cognome che nel dialetto bergamasco diventa Manzù) nasce a Bergamo nel 1908. All’età di 11 anni inizia a lavorare presso la bottega artigiana di un intagliatore di legno, successivamente apprende le tecniche della doratura e della stuccatura. Immediatamente si rivelano le sue doti eccezionali nel plasmare la materia. L’esordio di Manzù scultore è quindi legato al mestiere, quel mestiere che si misura con la materia per vincerla, per sottometterla alla vita di cui l’opera stessa si impregna. Per questo egli mille volte crea e poi distrugge, alla continua ricerca di qualcosa che sembra sfuggirgli continuamente.
Negli anni matura e arricchisce la tecnica e il repertorio tematico. Amanti, sedie, ceste di frutta, animali, bambini, cardinali, soggetti sacri e profani tutti accomunati da un’unica inclinazione, tutti rivelatori di un profondo e personale credo.
In ogni opera è l’uomo che conduce per mano l’artista e, attraverso le sue esperienze e le sue attitudini, lo porta a scoprire le verità che oggi appaiono di fronte ai nostri occhi.
L’uomo-artista cerca l’uomo. Le sue creazioni parlano di persone comuni, descrivono eventi quotidiani.

Anche nelle rappresentazioni più importanti, i grandi protagonisti della storia della Chiesa, vestono i nostri panni. Noi ci riconosciamo in loro e viviamo, osservando gli episodi raffigurati, il dramma dell’esistenza. Tutto è ridotto ai minimi termini: questa è la forza dei messaggi dello scultore di Bergamo. La realtà irrompe violentemente e coinvolge in modo del tutto inaspettato.
Nei suoi bronzi non c’è retorica, il significato è comprensibile a chiunque si accosti con un minimo di sensibilità: laici e credenti possono comprendere le opere di Manzù. Il suo, infatti, è un discorso rivolto a tutti. Egli stesso si professa non credente eppure le immagini che crea grondano di spiritualità e di questo se ne sono resi conto anche i più scettici esponenti del clero, che, nonostante abbiano tentato di ostacolarlo, alla fine lo hanno scelto per la realizzazione di una delle porte di San Pietro.
Manzù ottiene questa importante commissione, e, quello che più conta può realizzarla seguendo il proprio sentire. Dalle sue mani e dalla sua anima nasce la Porta della Morte, dedicata a Don Giuseppe De Luca, suo amico e consigliere, e commemorativa di Giovanni XXIII, il Papa buono.
La Porta della Morte
Nella versione finale, cui l’artista approda dopo anni e anni di studi, bozzetti, ripensamenti e desiderio di abbandonare il progetto, Manzù elabora una spazialità nuova che rivoluziona l’impianto tradizionale delle porte bronzee.
Le immagini si legano tra loro attraverso le pause, gli spazi vuoti e il fitto intreccio di rapporti formali e tematici: i due pannelli maggiori e gli otto minori possono essere divisi in due gruppi di cinque esempi di morte violenta e altrettanti cinque di morte non violenta.
Tra i primi: la morte di Cristo, di Abele, di Stefano, la morte nello spazio e la morte per violenza; la morte non violenta è quella di Maria, di Giuseppe, di papa Giovanni, di Gregorio VII e infine, la morte sulla terra.
Nei due pannelli maggiori sono rappresentati quattro testimoni (i due angeli nella morte di Maria e la donna che piange e il servo che depone Cristo nel secondo riquadro maggiore), e ne troviamo ancora quattro negli otto minori, in particolare i quattro pannelli esterni hanno una figura testimone ciascuno. In quelli interni le figure che sono morte pacificamente recano con sé gli oggetti che le accompagnarono in vita (Giuseppe il bastone e papa Giovanni i paludamenti), mentre le restanti due, morte violentemente, hanno con sè gli strumenti del martirio (Stefano i sassi che gli piombano addosso e l’astronauta un groviglio che sembra un paracadute squarciato).
Un ulteriore rapporto tra gli episodi dei pannelli maggiori e i primi quattro minori, è dato dalla fase delle singole morti, tre i momenti: la morte imminente, la morte nell’attimo in cui giunge, la morte avvenuta.Esempi di morte imminente sono il pannello di Abele, che tenta un’ultima difesa, e quello di Stefano che caduto in ginocchio non è ancora sepolto dai sassi.
Il punto di morte è in Giuseppe e in Gregorio VII che chinano il capo. La morte ormai avvenuta è quella di Maria e di Cristo, dopo l’agonia la serenità.

Abele è il primo morto (ucciso) del Vecchio Testamento, Giuseppe l’ultimo (in pace), Stefano è il primo del Nuovo Testamento (ucciso), Gregorio VII, scelto come ultima morte in pace.
Un ultimo rapporto è dato dalla diagonale che congiunge Maria con la madre di famiglia, e Gesù con l’uomo appeso per i piedi.

Daniela Bruni

[exibart]

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

What We Carry, al Museion di Bolzano una mostra sulle torce e l’eredità dei Giochi Olimpici

Il progetto espositivo di Sonia Leimer e Christian Kosmas Mayer trasforma una collezione unica di 43 torce olimpiche in un…

13 Marzo 2026 10:25
  • exibart.prize

exibart prize incontra Elisa Zadi

Ho bisogno di conoscere la realtà in cui vivo e la contemplazione e la pratica pittorica mi consentono di muovermi…

13 Marzo 2026 9:53
  • Attualità

I librai contro Amazon: il colosso dell’e-commerce si ritira dal Festival du Livre di Parigi

La multinazionale di Bezos rinuncia alla sponsorizzazione del Festival du Livre de Paris dopo la minaccia di boicottaggio delle librerie…

13 Marzo 2026 9:26
  • Mostre

Performing Research: tracce, paesaggi e visioni della ricerca artistica

Al Complesso Monumentale del San Giovanni a Catanzaro prende forma Performing Research, mostra in programma fino al 15 maggio che…

13 Marzo 2026 0:02
  • Attualità

Biennale nel caos sul Padiglione Russia. Giuli chiede le dimissioni della consigliera MiC

Dopo le polemiche sul ritorno della Russia alla Biennale Arte 2026, il ministro Alessandro Giuli ha chiesto le dimissioni di…

12 Marzo 2026 20:25
  • Arte contemporanea

Max Mara Art Prize for Women: le cinque finaliste della prima edizione nomadica

Annunciate le cinque finaliste della decima edizione del Max Mara Art Prize for Women: il premio inaugura una nuova fase…

12 Marzo 2026 18:10